S(ci)AMI

VALDARNO

30 APRILE 2022

In questa bella giornata di sole ce ne siamo andati nel Valdarno in una frazione di Rignano sull’Arno a trovare Sami, uno dei nostri apicoltori.

A questa giornata oltre ai membri della nostra comunità, tra cui ovviamente dei produttori affini, erano presenti anche Fabrizio e Lorenzo, 2 membri di MAG Firenze. Tra noi e MAG è iniziato ormai da tempo uno scambio di saperi e un interessante confronto sul tema del denaro.

Dopo un primo momento di accoglienza e socialità, Sami ci portato a vedere il suo primo apiario, adiacente alla casa. E’ subito partito un confronto fra gli apicoltori presenti che hanno sbirciato nelle sue casse e fatto qualche domanda al nostro giovane Sami.

Sami ha iniziato ad avere a che fare con le api nel 2016 e, col passare del tempo, sta pensando di farne un “lavoro”. Adesso ha 13 famiglie (più 16 sciami) e l’idea è quella di aumentare gradualmente in modo da partecipare ai nostri mercati e crearsi un piccolo reddito da questo.

Proprio per fare questo, poco tempo fa, ha chiesto un aiuto a MAG: un piccolo prestito per poter comprare un po’ di materiale per costruire nuove arnie ed altri accessori. Loro sono stati ben contenti di aiutarlo nel suo progetto ed insieme abbiamo partecipato alla sua istruttoria.

Sami ci ha poi mostrato il piccolo magazzino dove tiene il suo materiale e la stanza dove a breve (incrociamo le dita, viste le ultime disastrose stagioni) comincerà a smielare e dove tiene un’altra parte del materiale.

Abbiamo poi fatto una gustosa pausa merenda, ricca di affettati casalinghi. Sami ci ha raccontato la sua sventura con la peste, che ha colpito le sue api l’anno scorso e che lo ha portato a discrete perdite, altro motivo per il quale ha richiesto il prestito a MAG.

Una volta sazi, ci siamo incamminati verso il suo secondo apiario, situato di fronte ad una casa vicina. Passando abbiamo ammirato il bellissimo orto, coltivato da altri membri della nostra comunità. Sì, perché Sami non abita solo, ma in grande compagnia. Anche la sua casa è una piccola comunità all’interno della quale vengono svolte varie attività agricole, fatte in primis per l’autoconsumo e poi anche per la vendita. (pollaio, orti, maiali, api..)

Arrivati al secondo apiario, i nostri esperti hanno continuato a scambiarsi informazioni ed a confrontarsi. Hanno parlato della peste, ci hanno spiegato cos’è, cosa comporta e quali sono le pratiche da tenere in caso di contagio.

Già che c’eravamo abbiamo continuato la passeggiata, passando per il campo di grano con adiacente l’orto fatto per il fabbisogno casalingo, fino ad arrivare al recinto dei maiali; il tutto condito da chiacchiere e spiegazioni.

Era quasi l’ora di pranzo e con l’acquolina in bocca ce ne siamo tornati verso il Poggiolo (questo è il nome della casa) ed abbiamo gustato un’ottimo piatto di pasta con ragù d’anatra fatto in casa. Mentre bevevamo il caffè abbiamo compilato le nostre schede e continuato piacevolemnte a chiacchierare.

E’ stata una bella giornata e siamo felici di avere un nuovo giovane membro a far parte della nostra comunità. Il ragazzo promette bene!

NE’ CONTROLLORI NE’ CONTROLLATI !

GIULIA & ALAN

VALDISIEVE

attenti a quei due

03 APRILE 2022

Eccoci arrivati a Tassinaia, il luogo dove vivono Alan (il figlio) e Giulia (la mamma) che ormai fanno parte del mercato contadino di Piazza Tasso.
Siamo venuti a trovarli per la visita della Garanzia Partecipata: produttori affini, consumatori, amici della GP.

Nella Valdisieve c’è questo splendido posto incontaminato dove Alan vive nel suo piccolo locale, con una vista che fa perdere lo sguardo portando a sognare altri mondi e altre relazioni possibili.

Alan e Giulia non sono contadini, producono poco ma quello che viene prodotto e portato al mercato è frutto di passione, amore per la
terra e rispetto degli esseri umani ed animali. Sono arrivati nella nostra Comunità più per affinità e spirito comunitario che per necessità di vendita.

Alan sta portando avanti il suo piccolo progetto di Agroecologia: ha un pezzettino di oliveta che sta ripristinando, frange in un piccolo frantoio che fa olio di qualità e mette cura anche nella trasformazione delle olive.

 

Le galline vivono libere intorno
alla casa razzolando erba e depondendo uova che vengono poi portate al mercato.

Tutte le eccedenze che madre terra dà vengono portate al mercato, riuscendo a integrare un  po’  la loro economia.

Non è fondamentale questa attività per la loro sussistenza, ma comunque
è una parte importante  dal punto di vista spirituale.
Essere coerenti, nel possibile, con i propri valori e principi. Uno stile di vita con il minor impatto possibile sulla natura, su gli esseri umani
e sullo spirito.

In passato avevano attiva l’azienda agricola che però hanno dovuto chiudere e
a questo punto è nata la necessità di fare un mercato protetto dove contassero i principi e non le scartoffie burocratiche.


Una bellissima mattinata per campi e olivi,
ma soprattutto un pranzo con i fiocchi:
lasagne e tiramisù.

Ancora una volta la GP si conferma uno
strumento importantissimo, non di
controllo, ma  per rafforzare
i legami, capire le situazioni, aprire le
porte.

 

NE’ CONTROLLORI NE’ CONTROLLATI !

MARTINA, madre ignota

MONSUMMANO TERME

pane

20 FEBBRAIO 2022

Martina è una delle poche donne panificatrici della nostra comunità resistente e in resistenza, di cui lei impersonifica perfettamente questi due concetti: resistenza ma anche  azione.

Due occhi grandi e profondi, un sorriso che ti illumina il cuore. Da poco tempo si è avvicinata, con i genuini clandestini di Pistoia, al nostro percorso e subito è stato amore.

Una donna coraggiosa in tempi di pandemia ma soprattutto coerente; una virtù, quella della coerenza, che ormai in molti non ricordano più come mettere in pratica. Insegnante a scuola, con l’arrivo del Covid, come molti di noi, si è vista restringere le libertà personali e poi con l’obbligo della tessera verde negare anche il diritto al lavoro.

Non è certo stato facile… ma far parte della comunità è stato importante; il sentirsi appartenere a un gruppo in cui la solidarietà è un valore non solo presente ma anche praticato dà sicuramente coraggio.

E allora una nuova vita: basta con la scuola e si passa da “signora maestra” a MADRE IGNOTA, inizia il suo percorso di panificatrice.

Dietro a quegli occhi da cerbiatta si nascondono tenacia, forza e perseveranza. Quest’anno ha seminato anche un paio di campi a grano, per iniziare una propria produzione, che siamo andati a visitare. Coltivare gli abbandonati è un azione importante in quanto la zona del Padule di Fucecchio subisce l’uso di diserbanti per la coltivazione di mais o girasoli. Tornare a coltivare in bio alcuni terreni è anche un modo pratico per ostacolare tutto ciò.

Martina per ora partecipa al mercato Agrikulturae dell’Isolotto e al mercato GC di Pistoia. Un grazie per la splendida giornata a base di meravigliose pizze e focacce e per capire l’atmosfera che si respira alle visite della GP niente parole ma ecco le foto…

NE’ CONTROLLORI NE’ CONTROLLATI !

ALBERTO & ANNA, az. agricola Fonte dei Serri

POPPI

immersi nel mondo delle mucche

6 FEBBRAIO 2022

Una garanzia più che partecipata quella che si è svolta dai nostri amici Anna e Alberto, che si sono uniti da poco alla nostra comunità ma hanno già conquistato i nostri cuori e soprattutto le nostre gole.

Ritrovo a Poppi paese con Alberto che come prima cosa ci fa visitare alcuni terreni, dove coltivano i vari nutrimenti per le mucche. Ci racconta le scelte di coltivazione, le rotazioni delle colture e le storie di questi terreni; alcuni in affitto, altri di proprietà, atri ancora in comodato d’uso.

Proseguiamo andando a vedere i terreni vicini a casa, facendo una bellissima passeggiata in pieno campo con in lontananza un bellissimo paesaggio montano.

Arrivati a casa troviamo anche i due figli che collaborano attivamente alla vita dell’azienda: uno seguendo più le mucche ed affiancando il padre nella gestione dei terreni, l’altra nel caseificio con la madre.

Finalmente ci portano a conoscere le mucche, il centro del loro lavoro! Ci mostrano le diverse stalle in cui alloggiano divise per età, bisogni e funzioni. Ci spiegano il funzionamento della mungitrice che adoperano ed i criteri con cui le mandano al pascolo. Ci mostrano gli attrezzi con cui lavorano i campi, raccolgono il fieno e tante altre cose.

Riescono ad essere autosufficienti per quanto riguarda l’alimentazione delle mucche (fieno, erba medica e cereali), ma anche per sé (formaggi, farina, pasta, uova, vino, birra, carne ed altro ancora).

Infatti, oltre alle mucche, ci mostrano i maiali che stanno allevando, le galline con le diverse postazioni, l’orto da dove provengono gli ortaggi per il fabbisogno familiare e la piccola vigna.

Insomma Fonte dei Serri sopravvive grazie al lavoro di questa efficiente famiglia che si autoproduce tutto ciò che serve per sfamare le mucche, loro e gli ospiti che passano di li!

Arriva velocemente l’ora di pranzo e, come promesso da Alberto, “ci mettono tutti a tavola”. Un pranzo divino con tutti i loro prodotti (dal vino alla farina, dalla carne agli ortaggi e soprattutto gli squisiti formaggi). Una splendida tavolatona nell’aia grazie al sole ed alle temperature miti che ci accompagnano.

 

Sazi e soddisfatti della meravigliosa accoglienza andiamo in visita al caseificio dove Anna e Carmela fanno i buonissimi formaggi, yogurt e burro che vendono al mercato. Il laboratorio è piccino ma molto accogliente e funzionale. Ci raccontano le varie fasi ed i vari attrezzi che usano per fare il formaggio. Pulitissime e precisissime.

Compiliamo insieme le nostre schede. Insomma non si può veramente dire proprio nulla se non fare i complimenti a questa famiglia che si rimbocca le maniche tutti i giorni. Perché con gli animali si sa, non c’è mai una pausa!

NE’ CONTROLLORI NE’ CONTROLLATI !

FILIPPO

GREVE IN CHIANTI

Vigne, vino  e tanti altri progetti…

AGOSTO 2021

Ritrovo al centro sportivo di Greve in Chianti, ed in un attimo siamo nei terreni dove Filippo ha le vigne e la cantina.

Ci mostra subito la sua piccola ma funzionale cantina: i diversi tini e botti in cui riposa il vino, l’imbottigliatrice e tutto il necessario per produrre un ottimo vino naturale.

Ci presenta inoltre i diversi tipi di vino che produce: bianco, rosso giovane, rosso invecchiato. Tutto molto curato se pur in uno spazio piccolissimo. Insieme a Felix e Agnese, produttori affini, si confronta sulle pratiche della vinificazione e ce le illustra. Produce quel che di vino gli basta nei vigneti che erano di suo padre. Lui da solo, un piccolo produttore.

Adiacente alla cantina c’è la vigna che visitiamo passeggiando fra i filari con Filippo che ci racconta pregi e difficoltà dei suoi terreni ed un po’ della sua storia. Ci racconta della vigna, della vendemmia che sarà a breve, delle tecniche di potatura e di come se ne cura.

Ci porta poi nella collina di fronte a vedere un nuovo terreno che ha acquistato e condivide con noi il suo progetto: un campo da coltivare ad ortaggi e frutta e chissà che altro; tutto in divenire, per diversificare la sua produzione. Non solo vigna.

Con un forte vento che ci accompagna e con uno splendido tramonto di fronte ci fermiamo in questo nascente angolo contadino per un aperitivo tutti insieme accompagnato dal suo ottimo vino!

NE’ CONTROLLORI NE’ CONTROLLATI !

ANDREA & CHIARA

ALTA VALLE DEL BISENZIO

tortelli di farina di castagne e tanto di più!

22 MAGGIO 2021

Dopo svariati tentativi saltati a causa del maltempo, in un fortunato giorno di sole di questa piovosa primavera siamo stati a vedere i luoghi dove vivono, coltivano, allevano e trasformano i nostri produttori della comunità di resistenza contadina  Andrea e Chiara.

Si avventurano nella visita due componenti del gruppo garanzia partecipata, tre produttori affini e quattro coproduttori.

Partenza dalla casa immersa in un bosco di castagni intorno alla quale i nostri amici tengono tutti i loro animali: i polli e le galline, le capre e anche due asini e un cavallo che li aiutano nei trasporti e nei lavori nei campi.

Da qui passeggiando e chiacchierando siamo andati a visitare i campi dove coltivano ortaggi, legumi, piante aromatiche e officinali che utilizzano anche per la cura fitoterapica degli animali.

 

Infine siamo arrivati al bellissimo campo di grano, soffermandoci a vedere le enormi impronte di cervo sul perimetro del campo.

Abbiamo poi incontrato le arnie di Chiara e abbiamo ascoltato i consigli che si sono scambiati con Andrea, anche lui apicoltore.

Infine, tornati alle macchine, siamo scesi fino ad un paesino a valle, dove Andrea e Chiara hanno un laboratorio di trasformazione. Laboratorio funzionale e pratico dove ci hanno mostrato tutta la procedura di produzione dei loro buonissimi tortelli fatti a mano utilizzando materie prime coltivate da loro.

La giornata è continuata con confronti, scambi e consigli; il tutto allietato da delle buonissime lasagne preparate e cucinate da loro.

NE’ CONTROLLORI NE’ CONTROLLATI !

MILENA

SIGNA

aloe & kombucha

31 GENNAIO 2021

Milena Prestia è la nostra SIRENA del mercato.

Siracusana di origini nata a Ortigia nel cuore pulsante di una delle più belle città di mare d’Italia. Il mare le scorre nelle vene.

Artista poliedrica ma anche sensibile alla cura del proprio corpo e della propria persona. Siamo andati a trovarla nella sua piccola casa in periferia a Signa.

Prensenti: 2 produttori affini, 5 coproduttori del mercato di piazza Tasso e 1 del gruppo GP.

Dalle 11 alle 16 il tempo è volato via.

Abbiamo parlato di Kombucha (un fermentato),  di Aloe e anche del perchè ha deciso di coltivarle e di produrre anche per altri la Kombucha.

Ma abbiamo parlato anche molto di movimenti e politica.

Quello che lega Milena alla nostra piccola ma potente comunità non è la parte agricola, ma soprattutto far parte di un percorso politico di autodeterminazione e autogestione della propria vita.

E’ il nostro anello di congiunzione con le lotte del territorio: dalle Mamme NO inceneritore al NO aeroporto .

NE’ CONTROLLORI NE’ CONTROLLATI

ANDREA & DANIELE la strana coppia

INCISA VALDARNO

miele & propoli

20 OTTOBRE 2020

Sabato mattina autunnale, l’ideale per andare a trovare i’ Della e Andre (ormai quando lo pronunciamo sembra un’unica parola idellaeandre), la strana coppia del mercato contadino di Piazza Tasso.

Ore 10.  Dopo un po’ di strada tortuosa arriviamo; ci viene incontro un’orda di bambini urlanti e con una spada in mano: ”NOI SIAMO GLI ELFI !!!” ci urlano con il sorriso e gli occhi persi in un mondo magico. Bellissimo!!!

Questa è una visita GP speciale perchè la facciamo congiunta  (quale parola migliore in questo periodo) ai produttori e consumatori del mercato di Pontassieve (Mercato in transizione). La GP è anche questo: condivisione e contaminazione.

Tra produttori, coproduttori e produttori affini siamo circa 20 partecipanti.

Andiamo a vedere uno dei tre apiari, quello vicino a casa. Attraversiamo il bosco di roverelle, corbezzoli, una quantità di rosa canina e tra le spine sbucano belle piante di erica fiorita. Arriviamo in una radura dove fanno bella mostra di sé 30 arnie tutte in fila e tutte colorate con segni e simboli dipinti non per mero divertimento ma come fari guida per il ritorno nella propria arnia delle api. NIENTE È A CASO.

Parliamo di api, di questo mondo sconosciuto e affascinante. Un’organizzazione sociale che lascia a bocca aperta: ogni individuo ha un ruolo importante per la comunità. UN APE SOLA NON HA SENSO. Come nel mondo contadino, come succede in una vita vissuta al ritmo e con il respiro della terra, ogni individuo è importante a seconda dell’età e delle possibilità che ha. A volte è anche crudele, quando un fuco non serve più viene ucciso, ha svolto il suo compito; ma questa è la natura: madre e matrigna.

Dopo l’apiario andiamo a vedere il laboratorio di smielatura. Piastrelle, zanzariere, acciaio inox; tutto al suo posto e ben organizzato.

Una bella scaffalatura con tutti i barattoli divisi per tipologia. Il laboratorio dove si costruiscono e riparano le arnie…   Tutto è al suo posto.

Dalle parole traspare la voglia e la forza per andare avanti con tutte le difficoltà ma anche assaporare la libertà che danno queste scelte di vita.

UN MODO DIVERSO DI CONCEPIRE TEMPO, LAVORO E RAPPORTI TRA LE PERSONE; FAMIGLIE ALLARGATE, SORRISI E CONDIVISIONI.

Una nota speciale ad Agnese che ci ha accolto con il suo bel sorriso e preparato delle cose deliziose per il pranzo. Come non poter fare un elogio all’oca sulla brace cotta lentamente sotto una pioggerella che ci fa stare tutti vicini vicini ed è così bello vedere tante mani prendere delicatamente quei bocconcini succulenti in una e vera condivisione di saperi e sapori.

NE’ CONTROLLORI NE’ CONTROLLATI !

ALMA CALENDE

SAN VINCENZO A TORRI

tinture madri, unguenti, tisane, liquori e molto altro…

01 AGOSTO 2020

Il primo giorno di agosto in un bello e variegato gruppo di persone siamo andati a visitare i campi di Niccolò e Stefania, per gli amici Stea.

Addentrandosi nelle campagne di San Vincenzo a Torri si arriva al loro terreno. Parcheggiate le macchine si apre un campo più o meno pianeggiante costeggiato dalla stradina che accompagna alla casetta in legno che proprio quest’anno sono riusciti a costruire.

Lungo la strada ci mostrano tutte le piante aromatiche e gli alberi da frutto che negli anni hanno piantato, ci raccontano della poca biodiversità di piante erbacee che trovarono al loro arrivo e del grande lavoro che stanno facendo per farla tornare attraverso semine di trifogli, di miscele di piante e anche cercando di lasciare gli alberi che nascono spontaneamente in modo che si ricrei un equilibrio di ombra, umidità, humus e tutto quello che serve per farlo tornare a essere un terreno fertile e vivo.

Ci mostrano il pezzo di campo che stanno preparando per seminare per la prima volta un po’ di grano, iniziando un nuovo progetto di collaborazione con Luca e Maddalena.

Proseguiamo la passeggiata addentrandoci nel bosco in un sentiero che porta a una bellissima radura dove ci hanno allestito, con amache e sedie, un cerchio protetto dal caldo di agosto e una buona merenda.

In questa radura c’è una seconda casetta in legno più piccola che funge da laboratorio erboristico, anche se, come ci racconta Stea, lei ha due mondi: uno qui e uno in Val Susa, infatti alcune raccolte, preparati e trasformazioni li fa su in Piemonte e altre invece qui a Alma.

Ci mostrano il torrente che scorre in fondo al terreno, la yurta che si erano costruiti e che meriterebbe un mutuo aiuto per essere risistemata e infine torniamo alla nostra radura dove iniziano a raccontaci il percorso che li ha portati a fare determinate scelte e determinati studi.

Stefania ci spiega la basi della filosofia che ha scelto di seguire dopo gli studi di naturopatia: la Spagyria. Ci fa perdere per più di un’ora in un modo per tanti di noi sconosciuto, ma bellissimo; facendoci venire una gran curiosità di approfondirlo meglio con lei in futuro, magari in momenti dedicati.

Niccolò ci mostra i parallelismi e le similitudini integrando con le sue conoscenze astrologiche.

Così ci spiegano i principi che stanno alla base dei loro preparati, delle consulenze di Stefania e soprattutto della vita.

È calato il sole e a questo punto abbiamo cenato tutti insieme alla luce della luna, con venere.

     NE’ CONTROLLORI NE’ CONTROLLATI

MONDEGGI Fattoria Senza Padroni

Antella

11 GIUGNO 2020

I racconti sono di solito cosa breve ma per Mondeggi non è facile essere sintetici.

Presenti alla visita della GP produttori affini, co-produttori, molti membri della nostra comunità…insomma partecipazione e gioia-rivoluzione.

Ma cosa è Mondeggi????

E’ una comunità diffusa di cittadine e cittadini che si oppone alla svendita della tenuta di Mondeggi, un bene pubblico situato nel comune di Bagno a Ripoli. Si riconosce nel concetto di “terra bene comune“, per l’autodeterminazione alimentare attraverso l’agroecologia e la libera condivisione dei saperi. Lavora per la diffusione di un’agricoltura contadina, locale, naturale e di sussistenza attraverso una gestione sostenibile dei terreni e dei beni agricoli di proprietà pubblica. Si adopea per creare una comunità che possa trovare una linea comune con cui affrontare le varie tematiche legate alla terra ed ad un uso responsabile di questa.

Mondeggi è molto di più di quello che può apparire dalla partecipazione al mercato. Si produce di tutto: pane, birra, zafferano, vino, prodotti erboristici, miele, grano ed altro ancora…

Soprattutto la competenza e la conoscenza di chi coltiva e realizza le produzioni ci hanno colpito. Dalla terra ai vari laboratori di trasformazione tutto organizzato, pensato, studiato ma con un valore aggiunto: la riappropriazione di spazi e terre lasciate in abbandono.

La visita è stata lunga:

abbiamo visitato i terreni destinati all’orto per l’autoconsumo o per i vari laboratori, interessante è la sperimentazione sulla carciofaia dove viene interrato il mater-bi che viene usato durante le varie iniziative organizzate ed ospitate.

 

Il frutteto; la vigna e le ulivete (di cui una parte viene data in gestione a chiunque abbia voglia di partecipare attivamente alla custodia del territorio); la cantina dove viene fatto il vino.

 

Ben organizzate le stanze dell’olio, con temperature controllate per la conservazione e la stanza delle erboriste.

 

Il birrificio, le arnie per il miele, gli animali allevati per l’autoconsumo.

Interessante il “progetto Pane” che, visto l’incremento delle vendite  grazie ai mercati della nostra comunità, ha nuovi sviluppi: la ristrutturazione di un nuovo spazio adibito a forno e la costruzione di un nuovo forno a legna.

È una realtà in continua evoluzione e anche in continua trasformazione.

Un’esperienza di vita e di lotta.

Non dimentichiamoci che comunque è una fattoria occupata: oltre al duro e tanto lavoro agricolo c’è anche quella politica di difesa ma soprattutto di progettualità e sperimentazione di nuovi modelli di vita e lavoro.

L’agricoltura contadina viene intesa come una rivisitazione in senso agroecologico del modello agricolo tradizionale delle nostre campagne, nel rispetto dei cicli naturali e della dignità degli animali e delle persone.

Un’agricoltura che si avvale di una meccanizzazione ridotta al minimo, che massimizza la multifunzionalità e l’importanza della biodiversità negli agroecosistemi.

DIFENDIAMO E SOSTENIAMO MONDEGGI BENE COMUNE

NE’ CONTROLLORI NE’ CONTROLLATI !

Cristian e Katrin, az. agricola Pecora Nera

Poggio a Caiano

formaggi e olio

DICEMBRE 2019

Ultima visita del gruppo GP 2019

Siamo andati a trovare Cristian e Katrin, i nostri pastori e produttori di formaggi e olio nel comune di Poggio a Caiano. Siamo un bel gruppo: allevatori, olivicoltori, qualcuno è venuto anche a costo di saltare con le stampelle nel fango. Ad accoglierci lo splendido sorriso di Katrin e la sua determinazione da brava tedesca dell’est.

Con lei un turbinio di cuccioli di Pastore della Sila, che allevano e che costituiscono una risorsa per loro. Forte è stato anche il loro impegno perché questa razza fosse riconosciuta per la sua capacità di fare la guardia alle pecore contro i lupi, un problema divenuto serio negli ultimi anni anche nella zona del Montalbano.

Ci fermiamo sotto la nuova stalla, costruita grazie al mutuo-aiuto: bella grande, gli animali hanno un luogo pulito e riparato, tanta morbida paglia e fieno per mangiare.

Parliamo delle difficoltà degli ultimi anni dovute alle scarse piogge che portano come conseguenza la mancanza di erba per gli animali. Problema temporaneamente risolto, ancora una volta grazie al mutuo-aiuto, con la messa a disposizione di campi e fieno grazie allo scambio-lavoro. Affrontiamo anche il problema dell’accesso alla terra: i terreni che coltivano e dove si trovano gli animali sono in affitto.

Ci muoviamo per andare a trovare Cristian, che si trova con le pecore al pascolo. Scendiamo nel fondovalle dove viene coltivato una parte del fieno e incontriamo Cristian con la sua folta e nera barba: parla con le pecore e loro con lui, i cani lo aiutano

 

 

sono fischi… un alfabeto segreto che rimanda a tempi lontani di transumanze e fatiche. Ma il suo sorriso rompe l’aria e ci parla del suo vivere con e dalle pecore.

 

Ri-trovarsi nella piccola comunità dei contadini di Genuino Clandestino, la condivisione di gioie e dolori hanno rafforzato la voglia di andare avanti anche se costretti a spostarsi in un’altra zona meno siccitosa.

Katrin e Cristian partecipano attivamente alla vita della nostra comunità, sempre presenti ai mercati di Piazza Tasso e Isolotto quando ci sono i formaggi; mitica la sua pecora per le cene in piazza.

Come concludere: CON UN PRANZO CONDIVISO TRA RISATE E UN BUON BICCHIERE DI VINO

NE’ CONTROLLORI NE’ CONTROLLATI!

ALESSIO, AZIENDA AGRICOLA BIORTAGGI

VALDELSA, POGGIBONSI

ortaggi

5 OTTOBRE 2019

Siamo andati a vedere e conoscere l’azienda di Alessio e dei suoi genitori. Per vederla in tutti i suoi dettagli e farci raccontare tutti i segreti non sarebbe bastata una settimana, invece abbiamo dovuto accontentarci di una giornata.

Presenti: 2 produttori affini, 3 co-produttori e 3 del gruppo gp della CRC Jerome Laronze.

Alessio e i suoi genitori coltivano ortaggi, attività avviata dal nonno e poi seguita dai familiari; è sempre stata un’azienda a conduzione familiare. In questo momento vengono coltivati tre ettari di terreno: uno di proprietà, uno in affitto e uno in comodato d’uso. Il modello di agricoltura seguito è naturale, basato sulla prevenzione con l’obbiettivo di evitare o almeno ridurre la componente dei trattamenti.

Molta cura ed attenzione viene prestata nell’organizzazione del piano colturale che consiste nella conoscenza dei terreni a disposizione, nella decisione delle colture che nell’anno corrente andranno a dimora in quel loco permettendo così di poter decidere le colture successive in modo da non impoverire il terreno e non incrementare la presenza di patogeni.

Ci hanno mostrato una mappa dei terreni attraverso la quale si aiutano per la pianificazione delle rotazioni.

 

L’attività viene sostenuta da vendita diretta in azienda, gas e attraverso i mercati. Alessio ci ha guidato attraverso l’azienda mostrandoci le diverse coltivazioni, raccontandoci i vari processi, le lavorazioni del terreno e concimazioni che eseguono per le varie colture, permettendo confronti sui vari metodi di coltivazione seguiti. Abbiamo passeggiato per i terreni facendoci raccontare le storie di quei campi.

 

Abbiamo visto le serre e i vasi-semesaio dei vecchi vivai.

Oltre agli ortaggi abbiamo potuto vedere la bellissima bambueta che ormai si è espansa e rifornisce tutti gli orti di Poggibonsi, i 60 alberi da frutto micorizzati a tartufo, la nuova coltivazione di fragole e soprattutto la coltivazione di arachidi e il pollaio.

 

Abbiamo concluso la giornata con un buonissimo pranzo preparato dalla mamma di Alessio ed infine a pance piene abbiamo compilato le schede.

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BERNARDO (comune di Bagnaia)

BERNARDO (Comune di Bagnaia)

pane

14 SETTEMBRE 2019

Questa volta la GP ci porta vicino a Sovicille in provincia di Siena, nella comune di Bagnaia, un’esperienza di vita collettiva nata nel 1979. A Bagnaia Bernardo fa il pane e noi siamo venuti a vedere dove e come lavora.

Presenti: 1 produttore affine, 1 trasformatore, 3 del gruppo GP.

Una volta arrivati sul posto veniamo accolti da Fabio, che ci offre un buon bicchiere di vino bianco fatto da loro, e da Lucia una delle fondatrici della comune.

Seduti sulle panchine all’ombra dei pini ci presentiamo per conoscerci e Bernardo ci racconta che fino a qualche anno fa apparteneva ad un mondo completamente diverso: era un artista e viveva a Berlino ma ad un certo punto ha sentito l’esigenza di prodursi il cibo; non avendo la terra è approdato a Bagnaia, proponendo una collaborazione. Loro producono la farina e lui panifica. Inoltre, fuori da Bagnaia, comincia a sperimentare nuove forme di fare orto rifacendosi ai principi dell’agricoltura organica rigenerativa.

Dopo la chiacchierata iniziale ci muoviamo verso il laboratorio, una bella stanza attrezzata per le numerose attività di trasformazione, dove Bernardo prepara l’impasto. Qui ci racconta che l’acqua proviene dall’acquedotto, lui la lascia decantare per 24 ore e successivamente la dinamizza prima di mescolarla alla farina, che proviene per metà dal grano coltivato a Bagnaia e l’altra metà da Floriddia, un’azienda agricola biologica. Il forno è a legna ed è situato all’esterno, ha una capienza di 30kg ed è in perfetto stato. Infine Bernardo ci porta nel bosco per farci vedere dove raccoglie la legna e nella camminata incontriamo una stalla con tre bei vitelli, un porcile con tre maiali e un recinto pieno di conigli.

Arriva l’ora del pranzo, una bella tavolata all’ombra di un pergolato di uva fragola.

 

 

Dopo il pranzo continuiamo a parlare con Fabio, Lucia e Karin della storia di Bagnaia, di quello che hanno costruito in 40 anni e di tutte le problematiche che hanno dovuto affrontare e che tuttora affliggono la comune, una su tutte la quasi totale assenza di ricambio generazionale.

Ci salutiamo contenti di aver passato una bellissima giornata e di aver conosciuto una piccola grande storia di questo fazzoletto di terra senese apparentemente lontano dal tempo.

 

NE’ CONTROLLORI NE’ CONTROLLATI

 

TITO, PALAIA, PONTE A EGOLA

TITO, PALAIA, PONTE A EGOLA

coltivatore di parole

31 LUGLIO 2019

La fine di luglio ci porta da Tito, nella sua casa di campagna a Palaia verso Ponte a Egola, nel luogo dove semina, annaffia, cura… insomma coltiva… le sue parole. Siamo un gruppetto di 7 compagni della CRC Jerome Laronze ed il gruppo dei nuovi vicini di Tito che ci accompagnano in questa giornata di garanzia partecipata.

Tito ci accoglie nella sua casa dove i libri non passano inosservati in un ordine scompigliato ed articolato, dove regna un pianoforte che ci regala musica ed allegria grazie alla vicina di casa musicista che ci fa scoprire che Tito, non solo coltiva parole, ma crea anche arrangiamenti!

Un forno in salotto proprio di quelli di una volta caldo e protagonista del super pranzo che ci aspetta.

 

 

 

 

Un’altalena per cullarsi e tante cose per accogliere esseri umani ma non troppo!

Dopo un pranzo in compagnia dei suoi nuovi vicini di casa ricco di racconti di vita condivisi, dove scopriamo un po’ di più della vita di Tito e del suo cammino, dedichiamo un momento alle parole: scritte, coltivate, sognate… Giovanni ci regala la lettura di un testo ed il resto lo dedichiamo alle parole scritte e pubblicate da Tito leggendo e scegliendo a turno una parola dal “Dizionario Genuino Clandestino”.

Concludiamo la giornata con una passeggiata nel bosco variegato, con una flora un po’ particolare ed atipica a detta dei nostri esperti, luogo di passeggiate e fonte di ispirazione. Grazie a Tito per aver voluto condividere con noi questo pezzo della sua vita che lo lega alla nostra comunità. Per averci mostrato dove e come è possibile “coltivare parole”, parole che potete trovare anche in Piazza tutti i venerdì!

Anche questa è garanzia partecipata, cura dei luoghi delle persone dei percorsi…

NE’ CONTROLLORI NE’ CONTROLLATI

DUCCIO, apicoltore

DUCCIO

miele

GIUGNO 2019

Nella giornata più torrida di fine Giugno noi, ai quali non piacciono le cose facili, abbiamo organizzato (ORE 14) la visita della Garanzia Partecipata da Duccio.

Presenti: 1 trasformatore , 2 produttori affini, 2 del gruppo GP.

Duccio ha fatto 3 anni l’apicoltore dipendente e nel 2017 ha iniziato la sua attività, quindi questo è il terzo raccolto che fa e fino ad ora non sono state grandi annate….speriamo nelle prossime!          Abbiamo visitato una postazione fissa nel Valdarno Le Balze. È da soli tre anni che Duccio fa l’apico/ultore ma dimostra un’ottima conoscenza; la postazione è ordinata e curata.

Per alcuni di noi è un mondo sconosciuto e grazie anche alla partecipazione di due produttori affini abbiamo potuto approfondire l’argomento e capire quali sono le vere difficoltà: anche l’apicoltura in questi ultimi anni risente delle variazioni climatiche e questo comporta un continuo osservare e capire non solo al fine della produzione ma anche per il benessere delle api.

Questa postazione è situata in una zona incontaminata senza grosse monoculture e quindi uso di prodotti chimici. La produzione prevalente è: miele di acacia, castagno e millefiori. Le zone di produzione sono: Valdarno, il pistoiese, Bagno a Ripoli.

 

Duccio è certificato BIO solo ai fini economici, il suo tipo di “allevamento” va oltre il bio. La filosofia di Duccio è quella di avere degli alveari stanziali: non pratica il nomadismo che stressa le api e nutre il meno possibile in modo artificiale, pratica invece molto usata in apicoltura. Usa materiali sostenibili nelle varie fasi di lavorazione, come acciaio e vetro. Il suo obiettivo è arrivare a circa 150 alveari per averne in produzione 70/100, numero per cui è possibile vivere di apicoltura senza bisogno di aumentare il personale per lavorare e vendere gli sciami.

Le cassette sono tutte colorate e dipinte, perché i disegni sono un punto di riferimento per le api. Fa di solito 2 trattamenti l’anno con acido ossalico contro la varroa, anche se molte api muoiono. L’allontanamento delle api dall’arnia viene fatta tramite fumigazione, bruciando balle di yuta.

Per la smielatura e le altre operazioni di laboratorio si appoggia a laboratori di apicoltori amici. Questo è un problema: iniziare un attività di apicoltura non richiede un grosso investimento iniziale, occorrerebbero sul territorio delle strutture a norma al servizio dei molti piccoli apicoltori.

La sua vendita è diretta, anche se prevede per il futuro (sperando in buone annate) di lasciarne un po’ all’ingrosso. Ha un buon rapporto con i proprietari dei terreni dove porta le api: la consuetudine vuole che si lascino 6kg di miele come regalo per l’uso del terreno, è importante perché avendo postazioni fisse sparse su una vasta area che va dal Valdarno al Pistoiese, in caso di problemi e anomalie avvertono l’apicoltore. Tutto questo avviene ovviamente su un’apicoltura di bassa scala.

Che dire per concludere, siamo felici di avere Duccio nella nostra comunità di resistenza perché come l’ape: “non è un animale domestico e neppure selvatico, ma qualcosa di intermedio, una creatura capace di contrarre rapporti con l’uomo (gli altri) senza perdere la propria libertà; o comunque restando sempre in condizioni di riprendersela.(Plinio,Historia naturalis)

Credo che questa frase-pensiero sulle api rispecchi quello che è Duccio, inoltre voglio lasciarvi con questo pensiero che invece rispecchia un po’ la nostra piccola comunità: Le api sono “insieme” e non individui. Fuori dalla comunità non possono vivere.

NE’ CONTROLLORI NE’ CONTROLLATI