Calendario Casa della Salute Oltrarno

CALENDARIO DAL 16 NOVEMBRE AL 28 DICEMBRE
Tutti i venerdi, orario consulenze 16:00/19:30

16/11/
18

Medicina di base-salute mentale-malattie ambientali- Gian Luca, medico psicoterapeuta, vicepresidente nazionale di Medicina Democratica. Conduce gruppi di meditazione diffusa, gratuiti, aperti a tutt@, il mercoledi pomeriggio dalle 18, alle 20 in via del Leone 76 presso Fuoribinario.
Fisiatria – Nicla aree di possibile intervento: medicina (orto-geriatria- neurologia), riabilitazione. 

23/11/18

Ginecologa – Celeste – Consulenza sulla salute della donna
Sesso sicuro – Roberta

30/11/18

Fitoterapia e medicina tradizionale cinese – Stefania, consulenze di fitoterapia, nutrizione, depurazioni, autoproduzione di rimedi erboristici
Medicina tradizionale CineseElena – massaggiatrice ed operatrice Tuina e Qi Gong. Consulenze su medicina cinese e consigli su prevenzione stagionale in MTC

07/12/18
Naturopatia – Valentina – Consulenze di alimentazione, fitoterapia, floriterapia, autoproduzioni

  • 14/12/18
    Ginecologia – Celeste – Consulenze sulla salute della donna
    Sesso sicuro – Roberta
    Medicina di base-salute mentale-malattie ambientali Gian Luca,  medico psicoterapeuta, vicepresidente nazionale di Medicina Democratica.Conduce gruppi di meditazione diffusa, gratuiti, aperti a tutt@, il mercoledi pomeriggio dalle 18, alle 20 in via del Leone 76 presso Fuoribinario.  21/12/18
    Medicina Tradizionale Cinese –   Elena – massaggiatrice ed operatrice Tuina e Qi Gong. Consulenze su medicina cinese e consigli prevenzione stagionale in MTC.
28/12/18

Fisiatria – Nicla aree di possibile intervento: medicina (orto-geriatria- neurologia), riabilitazione. 

16/11 – Proiezione del film ENTROTERRA

VENERDì 16 NOVEMBRE ALLE ORE 17.30
ENTROTERRA – Memorie e desideri delle montagne minori

Un film, tratto da un’esperienza di viaggio e di ricerca , prova a ricostruire i recenti processi di spopolamento. Luoghi e personaggi si intrecciano in un’unica voce appenninica, in cui eventi e tendenze affini uniscono territori anche molto distanti fra di loro immaginando nuove prospettive e possibili radicamenti in alta quota

Proiezione del film con dibattito con gli autori e a seguire aperitivo genuino e contadino offerto dalla Comunità di Resistenza Contadina Jerome Laronze in piazza!

FESTA D’AUTUNNO

Una festa libera e gratuita per condividere con il quartiere di San Frediano i nostri prodotti genuini di fine stagione e ringraziarvi tutt*, ad un anno dall’inizio di Contadin* in Piazza!

 

INOLTRE, DALLE 15 MERCATO CONTADINO + GRANDE DEBUTTO DEL LIBERO AMBULATORIO POPOLARE

VI ASPETTIAMO 😀

Libero Ambulatorio di Medicina Popolare

L’Ambulatorio di Medicina Popolare è un progetto che vuole dar vita ad un consultorio autogestito del quartiere di San Frediano, con l’obiettivo di garantire assistenza sanitaria di base gratuita e accessibile a tutt*, contribuire all’informazione e all’organizzazione di campagne di lotta sul diritto alla salute, prevedendo l’utilizzo della medicina ufficiale in maniera integrata con le medicine complementari e la riscoperta delle discipline di medicina naturale.

Le trasformazioni subite negli ultimi anni dal sistema sanitario hanno generato un servizio pubblico che, per far quadrare i conti, risponde alle logiche gestionali prima che alla domanda di salute. Si tratta di un sistema sanitario basato sul rapporto tra il numero di prestazioni effettuate e il profitto di chi le produce. In questo panorama non trovano spazio le politiche di prevenzione e di diritto alla salute e si assiste a un progressivo smantellamento delle strutture ospedaliere pubbliche e poliambulatoriali territoriali, alla riduzione significativa di servizi socio-assistenziali e all’affidamento di queste mansioni a strutture private. Vittima di tale politica sono anche i consultori, caratterizzati un tempo da una presenza territoriale capillare e, fino a pochi anni fa, dall’accesso completamente gratuito.

In questo contesto di impoverimento socioculturale l’Ambulatorio diventa la possibilità di praticare un’idea differente di diritto alla salute, coniugando un’attività concreta di intervento sanitario caratterizzata dalla medicina integrata, con una battaglia politica più generale di trasformazione sociale. Uno spazio d’ascolto in cui la consulenza medica ha un ruolo di comunicazione e non di pura osservazione, un tentativo di unire un concetto di cura e di prevenzione con la denuncia degli abusi di una sanità permeata di profitti, sempre più inaccessibili per i poveri, sempre più a misura di ricchi e assicurazioni private.

Il Libero Ambulatorio di Medicina Popolare si propone come punto di riferimento per la costruzione di un’informazione diversa mirata al coinvolgimento del quartiere, per diventare luogo di auto-organizzazione dei bisogni reali. In quest’ottica, l’ambulatorio vuole sostenere l’acquisizione da parte delle donne di una capacità critica rispetto alle risposte che la medicina propone ai problemi della salute femminile, a partire dalla considerazione che sessualità, maternità e contraccezione non sono patologie e che la cultura che le vuole medicalizzare impone privazione di libertà e di auto-determinazione.

Nonostante ciò non intendiamo caratterizzarci con una attività di generico volontariato, ma intendiamo piuttosto praticare una solidarietà militante mettendo a disposizione le nostre competenze per poter offrire consulenze specifiche di ginecologia, fisioterapia, psicologia, fitoterapia, medicina allopatica e medicina tradizionale cinese.

Per fare ciò, grazie al percorso portato avanti dalla “Comunità di Resistenza Contadina Jerome Laronze” abbiamo deciso di utilizzare lo spazio pubblico per offrire una postazione fissa tutti i Venerdì in Piazza Tasso dalle 16.00 alle 19.30, nella speranza che un giorno il nostro Ambulatorio si trasformi in una vera e propria “Casa della Salute” così da poter rispondere anche al bisogno di visite, trattamenti e controlli specifici.

Zibechi: «Dagli zapatisti ai No Tav, lotta globale all’estrattivismo»

Intervista al giornalista e scrittore uruguiano Raúl Zibechi sul modello economico imperante oggi e le resistenze popolari: «Intere comunità sono ostacoli da rimuovere per lasciar spazio a miniere a cielo aperto, monocolture, grandi opere. Ma c’è anche un estrattivismo di tipo urbano, la gentrificazione»

Raúl Zibechi è un giornalista, scrittore e attivista uruguaiano, da anni impegnato nella narrazione dell’evoluzione dei movimenti sociali in America Latina. Lo scorso giugno ha partecipato a vari incontri in giro per l’Italia. A Roma, al Parco delle Energie-Csoa Ex Snia, era insieme a una quindicina di comitati che si oppongono alla realizzazione di grandi opere infrastrutturali, dal Tap al Tav passando per le battaglie contro gli inceneritori nel Centro Italia e per quelle di chi difende un modo diverso di produrre e distribuire il cibo. Un’occasione per approfondire con lui una serie di temi.

Nei tuoi articoli e nei tuoi libri illustri e analizzi il concetto di estrattivismo, ancora poco conosciuto da noi. Puoi spiegarci di che cosa si tratta?

L’estrattivismo è una forma di accumulazione fatta dal capitale finanziario, che domina attualmente nel pianeta, attraverso l’appropriazione della natura e dei beni comuni per convertirli in beni di consumo. È l’accumulazione per spossessamento, per «furto». Una differenza fondamentale tra l’estrattivismo e il sistema industriale è che per quest’ultimo gli esseri umani erano una risorsa da sfruttare, servivano a raggiungere il plusvalore. Nell’estrattivismo le persone, ma direi intere popolazioni, sono ostacoli che devono essere rimossi per lasciar spazio, per esempio, alle miniere a cielo aperto, alle monocolture, come la soia, o alle grandi opere infrastrutturali, come quelle per trasportare gli idrocarburi. Ma c’è anche un estrattivismo urbano, che si manifesta tramite la gentrificazione, che sta avvenendo in tutto il mondo. Per questo non ci troviamo di fronte solo a un modello economico, io parlo di vera e propria società estrattiva, che implica una militarizzazione del territorio che crea le basi per uno Stato di polizia. Ormai dobbiamo parlare di «elezioni senza democrazia», perché non si può scegliere che tipo di società vogliamo. Altro elemento nuovo e molto pericoloso è l’alleanza tra capitale finanziario, mafia e forze dello Stato. Continue reading “Zibechi: «Dagli zapatisti ai No Tav, lotta globale all’estrattivismo»”

Genuino Clandestino contro l’Agribusiness

Genuino clandestino

di Elide Cillano

Nell’ultimo fine settimana di aprile, a Mondeggi Fattoria senza Padroni, nei pressi di Firenze, si è tenuto l’incontro semestrale di Genuino Clandestino. Un bella occasione, molto partecipata, per dibattere molti temi di attualità generale e di specifica organizzazione del movimento. E siccome Mondeggi è sotto scacco per uno sgombero, il sabato pomeriggio si è svolta una manifestazione colorata nel capoluogo toscano. Per noi c’era Elide Cillano, orgogliosamente sarda, femminista, attivista di GC sardo.

CONTINUA A LEGGERE: http://www.arivista.org/?nr=427&pag=16.htm

LA SALUTE VIEN MANGIANDO

Si parla tanto di «corpo sano e di corpo malato», ma cosa s’intende esattamente per «buona o cattiva salute»?
In buona salute è quell’organismo in cui ognuna delle cellule di cui esso si compone è in uno stato ottimale, vale a dire, che per svolgere a dovere la sue funzioni vitali, ogni cellula ha bisogno di una adeguato drenaggio, di una buona innervazione e di una nutrizione adeguata. Quando una di queste condizioni basiche essenziali interferisce, riducendo la forza vitale dell’organismo, allora si parla di «cattiva salute», ovvero della possibilità dell’instaurarsi della malattia, dovuta ad una diminuzione della forza vitale, causata, principalmente, dall’accumulo di sostanze di rifiuto e di tossine. Continue reading “LA SALUTE VIEN MANGIANDO”

Lo Stato elimina gli agricoltori. Rifiutiamo le norme! Evitiamo i proiettili!

Hanno ucciso Laronze
Jérôme Laronze, allevatore in Saône-et-Loire, è stato ucciso il 20 maggio 2017 dai gendarmi. Il suo nome si aggiunge ad una lunga lista delle vittime delle forze dell’ordine. La sua morte ci ricorda che le violenze istituzionali non risparmiano nessuno, nemmeno gli agricoltori.
Jérôme era incalzato da anni dall’amministrazione agricola: controlli a ripetizione, penalità, minaccia di abbattimento del gregge… Questa repressione mirava « a metterlo a norma », proprio lui che rifiutava di rispondere alle ingiunzioni di tracciabilità (microchip agli animali, dichiarazione di circolazione, profilassi, ecc.). La pressione crescente ha superato una soglia nel 2016, quando i servizi veterinari hanno chiesto l’intervento dei gendarmi, per effettuare i loro controlli a tutti i costi. Continue reading “Lo Stato elimina gli agricoltori. Rifiutiamo le norme! Evitiamo i proiettili!”

Una bozza del nostro Manifesto

Siamo una comunità eterogenea di persone che vivono e lavorano nella campagna toscana: contadini/e, allevatori/trici, trasformatori/trici, raccoglitori/trici, artigiani/e, cittadini/e, il cui nome nasce per ricordare e denunciare la morte di Jérôme Laronze – pastore ucciso dai gendarmi e dal sistema normativo agricolo vigente –  e la cui visione comune si identifica nelle seguenti pratiche e volontà:

– COLTIVARE la diversità e l’alternativa come risposta all’omogeneizzazione imposta dall’economia del mercato globale e dalla cultura lineare ed estrattivista, in favore dell’economia circolare, di restituzione e di autosussistenza e di una sapienza popolare che considera la terra non come una materia prima da conquistare a favore dell’industrializzazione e dell’urbanizzazione,  ma come fonte essenziale di nutrimento e cura, tanto del pianeta quanto dell’organismo umano.

Praticando uno stile di vita che sia in armonia con i ritmi e gli equilibri naturali, puntiamo a riscoprire e arricchire la tradizione contadina secondo la quale l’essere umano non è un elemento estraneo all’ambiente che lo circonda. Da qui nasce la nostra determinazione nel diffondere e mettere in pratica l’autogestione e l’autosussistenza attraverso  stili di vita che accorcino le distanze tra sapere centralizzato/convenzionale e sapienza tradizionale, e forme di lavoro genuine, grazie alle quali traiamo nutrimento e rigeneriamo il suolo senza impoverirlo (agricoltura e allevamento naturali, trasformazione etica delle materie prime, artigianato ecologico, raccolta responsabile, medicina popolare, ecc).

– RESISTERE agli attacchi della mono-cultura dominante, sperimentando un modello comunitario, agricolo e socioeconomico volto a valorizzare le relazioni sociali e le autoproduzioni, favorendo la filiera corta e trasparente, lavorando in prima persona nei propri poderi e nelle proprie terre, coltivando, raccogliendo e allevando animali per il proprio fabbisogno alimentare e per ricavare un reddito di sussistenza.

– SVILUPPARE individualmente e collettivamente, un percorso di tutela e protezione rispetto alle normative vigenti che tentano di eliminare l’agricoltura/cultura contadina. Per questo condividiamo un percorso politico di resistenza attraverso l’illegalità, l’unità, l’autogestione e la tutela reciproca per dar forza alle nostre forma di vita.

– ALIMENTARE una cultura di pace e di rispetto per l’ambiente, utilizzando un basso livello di meccanizzazione e deprecando l’utilizzo di organismi geneticamente modificati, insetticidi, antibiotici, diserbanti, pesticidi, così come l’utilizzo inconsapevole ed eccessivo di farmaci dannosi alla vita (suolo, animali, organismo umano). Preferiamo le tecniche vecchie e nuove di controllo e di difesa dai parassiti e dalle infestanti come l’alternanza delle colture, le consociazioni, le pacciamature, le false semine, i macerati  e le concimazioni naturali, i preparati biodinamici, il rame, lo zolfo, la zappa, le lievitazioni naturali, la fito-floriterapia, ecc.