Prima marcia della terra in Aspromonte

Siamo persone che lavorano la terra e la amano. Raccogliamo i suoi prodotti, li distribuiamo, senza sfruttare i corpi di chi la lavora. Siamo calabresi, donne e uomini abituati a camminare tra i boschi per ascoltare la voce degli alberi, il crepitio delle pietre, il mormorio dell’acqua. Siamo contadini e contadine, escursionisti, ambientalisti, abitanti di questi antichi paesaggi. Nelle ultime settimane, abbiamo visto piangere l’Aspromonte, dilaniato dalle fiamme appiccate da esseri umani che definiremmo “bestie” se ciò non risultasse offensivo verso le altre creature del regno animale. Soprattutto, ci siamo commossi vedendo gli anziani piangere dinanzi a questo disastro. Lo sgomento s’è tramutato in rabbia ed indignazione, dinanzi alle bare delle cinque vittime di un incendio talmente esteso da lambire anche le nostre case.

L’Aspromonte oggi piange, e tutti noi con lui, ma quanti sono davvero in grado di raccogliere le sue lacrime? Di certo non la classe politica, responsabile sia di questo che di altri scempi. Non ci interessa il rimpallo delle accuse. In fondo, i soggetti istituzionali di oggi sono gli stessi che da un secolo e mezzo trattano l’Aspromonte come un luogo oscuro e infestato da banditi. Cosa potremmo aspettarci dai discendenti politici del ceto dominante che dai Borbone ai recenti governi neoliberisti, passando per i Sabaudi, il fascismo e la Democrazia Cristiana, ha negato il riconoscimento delle storiche rivendicazioni che da sempre i movimenti meridionali avanzano? Manganelli, manette e pallottole sono serviti a fermare la redistribuzione delle terre, il taglio delle tasse sui beni di prima necessità, il ritorno agli usi civici. Al contrario degli antichi e moderni baroni, per noialtri l’Aspromonte è anzitutto un luogo di riproduzione sociale, libertà, bellezza, armonia con la natura. Grazie anche alle guide che in questi anni lo hanno fatto riscoprire, da anni ci accompagniamo i nostri amici e compagni per gustarne i tratti sublimi e lasciare che esso si racconti da solo. Siamo convinti che lo sfruttamento intensivo dell’agroindustria, l’abbandono delle nostre montagne, la chiusura di scuole, uffici postali e ospedali, la svendita di risorse e di interi territori alle multinazionali, non siano eventi casuali, bensì frutto di una precisa volontà politica. Lo spopolamento di tanti piccoli centri è al tempo stesso conseguenza di questa volontà depauperante e causa dello stato di abbandono che provoca disastri come l’incendio dello scorso agosto. Le fiamme hanno distrutto 7mila ettari di boschi, devastato una biodiversità ormai irrecuperabile, incenerito alberi millenari o plurisecolari. Inutile invocare l’intervento dei Vigili del fuoco, ai quali comunque va tutta la gratitudine delle popolazioni locali. Il compito principale dei pompieri è il salvataggio delle vite umane. Spetterebbe invece al Corpo forestale dello Stato la responsabilità di prevenire e spegnere gli incendi. Peccato che con l’accorpamento ai carabinieri le caserme della Forestale siano state chiuse e, per effetto dei tagli e delle cosiddette “riforme” degli ultimi anni, nessuno risponda più alle numerose segnalazioni d’allarme sul rischio di incendi.

L’incuria, il dissesto, la mancata messa in sicurezza del territorio, le politiche neoliberiste, sono le vere cause di tanta distruzione, non dissimili dagli interessi politico-criminali che hanno trasformato intere aree della Calabria in zone depresse, inquinate, imbottite di veleni industriali spesso provenienti da altre zone del Paese.

Ecco perché oggi ci poniamo delle domande. Anzitutto, il rimboschimento servirà a qualcosa o solo ad alimentare gli interessi dei soliti gruppi privati e delle loro clientele politiche? Le istituzioni la smetteranno di sperperare risorse pubbliche con la scusa di riportare il verde? Dato che gran parte degli alberi che avevano 700, 800 anni, germogliarono e crebbero in un clima diverso, avrebbe ancora senso ripiantare oggi quelle specie vegetali? Quali speranze avranno di attecchire, all’esito di un cambiamento climatico che precede di pochi anni la prevista desertificazione delle nostre latitudini?

Chiediamo dunque che non si segua la logica del profitto, come purtroppo è già accaduto in altre aree della Calabria. Ci opponiamo al meccanismo del business che da sempre alimenta e dirotta gli stanziamenti di risorse pubbliche.

Per tutte queste ragioni, il 18 settembre, nella giornata in cui si svolgerà la marcia per la Terra da Firenze a Mondeggi, mentre i ministri sciacalli del G20 si riuniranno nei loro palazzoni per tornare ad imporre il loro modello capitalista di agricoltura, anche noi, in Calabria, sull’Aspromonte, daremo vita ad una marcia di lotta per l’autodeterminazione alimentare.

Invitiamo donne e uomini, collettivi, comitati e associazioni di altri territori ad unirsi a noi. In grecanico, “aspro” significa bianco. Al candido colore di una montagna che ci ha sempre accolto, uniremo il rosso della nostra indignazione!

FILIPPO

GREVE IN CHIANTI

Vigne, vino  e tanti altri progetti…

AGOSTO 2021

Ritrovo al centro sportivo di Greve in Chianti, ed in un attimo siamo nei terreni dove Filippo ha le vigne e la cantina.

Ci mostra subito la sua piccola ma funzionale cantina: i diversi tini e botti in cui riposa il vino, l’imbottigliatrice e tutto il necessario per produrre un ottimo vino naturale.

Ci presenta inoltre i diversi tipi di vino che produce: bianco, rosso giovane, rosso invecchiato. Tutto molto curato se pur in uno spazio piccolissimo. Insieme a Felix e Agnese, produttori affini, si confronta sulle pratiche della vinificazione e ce le illustra. Produce quel che di vino gli basta nei vigneti che erano di suo padre. Lui da solo, un piccolo produttore.

Adiacente alla cantina c’è la vigna che visitiamo passeggiando fra i filari con Filippo che ci racconta pregi e difficoltà dei suoi terreni ed un po’ della sua storia. Ci racconta della vigna, della vendemmia che sarà a breve, delle tecniche di potatura e di come se ne cura.

Ci porta poi nella collina di fronte a vedere un nuovo terreno che ha acquistato e condivide con noi il suo progetto: un campo da coltivare ad ortaggi e frutta e chissà che altro; tutto in divenire, per diversificare la sua produzione. Non solo vigna.

Con un forte vento che ci accompagna e con uno splendido tramonto di fronte ci fermiamo in questo nascente angolo contadino per un aperitivo tutti insieme accompagnato dal suo ottimo vino!

NE’ CONTROLLORI NE’ CONTROLLATI !

MARCIA PER LA TERRA 18 SETTEMBRE 2021

Ai popoli della terra,
Alle organizzazioni contadine nazionali ed internazionali,
A tutte le persone che lottano sul posto di lavoro,
nelle città , nelle province, al mare o in montagna.
Ai movimenti ecologisti ed a tutti i comitati di lotta contro le devastazioni ambientali;
per l’acqua, i boschi, i campi e le montagne, per il fuoco dei loro cuori.
A coloro che non voltano lo sguardo di fronte alle ingiustizie.
All’ EZLN e la “carovana por la vida”,
A tutt* coloro che sognano altri mondi possibili.

Siamo le contadine ed i contadini del movimento Genuino Clandestino, sono molti anni che lottiamo nei territori di questo paese per l’autodeterminazione alimentare, la costruzione di comunità contadine resistenti e autogestite e per l’abbattimento definitivo di un modello di sviluppo mortifero ed oppressore conosciuto con il nome di capitalismo.

Come contadine e contadini sentiamo il grido di dolore che dai nostri campi, dai mari, dai fiumi, dalle montagne e dai suoi animali si alza fragoroso in cerca di giustizia e libertà.

Tocchiamo con le nostre mani ogni giorno gli effetti della catastrofe ecologica, guardiamo distruggere dalla follia capitalista territori vicini e lontani in nome del profitto. Osserviamo l’allontanamento e la disgregazione di intere comunità, la sottrazione sistematica di luoghi di condivisione, formazione, supporto e cura.

Oggi la nostra rabbia è tanta e profonda, è una rabbia che vuole restituire dignità a coloro a cui è stata strappata, è una Rabbia ed una lotta per l’umanità, poichè sappiamo bene che questo sistema non può essere educato, addomesticato o riformato.

Nutriamo un profondo desiderio, collettivo e individuale, di abbattere ogni mattoncino di questo maledetto sistema, di estirpare come gramigna le disuguaglianze del nostro mondo; per seminare salvaguardia e solidarietà al posto di distruzione e competizione.

Non possiamo realizzare questo nostro sogno senza i corpi, le energie, i volti, la dignità e la determinazione di tutt* voi.

La città di Firenze nei giorni del 17 e 18 settembre ospiterà il summit globale dell’agricoltura (G-20) l’ennesima farsa internazionale che attraverso la retorica della green-economy disporrà del futuro dell’agricoltura industriale, chimica, nociva e distruttrice in Europa e in tutto il Mondo.

Questa istituzione è la solita che ha firmato e poi tradito il trattato di Parigi inducendo al consumo di combustibili fossili e promuovendo un modello agricolo che riduce in schiavitù le/i lavoratrici/tori e rende sterili ed inquinati i campi, così come il cibo che attraverso esso viene prodotto.

Grazie allo stimolo della carovana Zapatista e la “declaracion por la vida” siamo intenzionati a non chiudere gli occhi, a rispondere colpo su colpo, organizzandoci collettivamente.

Sabato 18 settembre vi invitiamo a marciare insieme a noi,

a crederci, a lottare insieme, a costruire ponti e alleanze per abbattere questo mondo e costruirne altri più veri e giusti.

Voltiamo le spalle alla città e a ciò che rappresenta, partendo da Firenze e dirigendoci verso Mondeggi. Camminiamo insieme nella Marcia per la T(t)erra e per la vita, continuiamo a sognare, organizziamoci e balliamo .

Que retiemble en sus centros la tierra”

ANDREA & CHIARA

ALTA VALLE DEL BISENZIO

tortelli di farina di castagne e tanto di più!

22 MAGGIO 2021

Dopo svariati tentativi saltati a causa del maltempo, in un fortunato giorno di sole di questa piovosa primavera siamo stati a vedere i luoghi dove vivono, coltivano, allevano e trasformano i nostri produttori della comunità di resistenza contadina  Andrea e Chiara.

Si avventurano nella visita due componenti del gruppo garanzia partecipata, tre produttori affini e quattro coproduttori.

Partenza dalla casa immersa in un bosco di castagni intorno alla quale i nostri amici tengono tutti i loro animali: i polli e le galline, le capre e anche due asini e un cavallo che li aiutano nei trasporti e nei lavori nei campi.

Da qui passeggiando e chiacchierando siamo andati a visitare i campi dove coltivano ortaggi, legumi, piante aromatiche e officinali che utilizzano anche per la cura fitoterapica degli animali.

 

Infine siamo arrivati al bellissimo campo di grano, soffermandoci a vedere le enormi impronte di cervo sul perimetro del campo.

Abbiamo poi incontrato le arnie di Chiara e abbiamo ascoltato i consigli che si sono scambiati con Andrea, anche lui apicoltore.

Infine, tornati alle macchine, siamo scesi fino ad un paesino a valle, dove Andrea e Chiara hanno un laboratorio di trasformazione. Laboratorio funzionale e pratico dove ci hanno mostrato tutta la procedura di produzione dei loro buonissimi tortelli fatti a mano utilizzando materie prime coltivate da loro.

La giornata è continuata con confronti, scambi e consigli; il tutto allietato da delle buonissime lasagne preparate e cucinate da loro.

NE’ CONTROLLORI NE’ CONTROLLATI !

DIFENDIAMO I MERCATI CONTADINI, LOTTIAMO PER IL NOSTRO TERRITORIO

Siamo le contadine ed i contadini della Comunità di resistenza contadina J.L . Da ormai tre anni abbiamo costruito , insieme al quartiere di San Frediano un bellissimo mercato contadino ogni venerdì in Piazza Tasso .

Da ormai tre anni un gruppo sempre più numeroso di agricoltori e cittadini ha deciso di battersi per sostenere un modello di agricoltura e di vita in netto contrasto con le logiche predatorie dell’economia e della politica. Senza l’aiuto dei sindacati di categoria ne delle istituzioni abbiamo autorganizzato l’accesso al cibo contadino per la città e garantito alla popolazione locale un sistema di completa trasparenza della filiera agricola. Questo mercato inoltre è diventato molto di più di un semplice momento di scambio “merce/denaro” , ma punto di riferimento in un panorama sociale schiacciato dalla pandemia.

OGGI IL MERCATO E’ IN PERICOLO

Non abbiamo mai nascosto durante il nostro percorso collettivo che la strada verso la transizione ecologica passa anche dalla liberazione del ruolo di imprenditore agricolo e dal riconoscimento delle piccole realtà contadine che non possono essere in ogni modo assimilate alle imprese dell’agricoltura chimica, industriale.

A questo proposito nelle ultime edizioni del nostro mercato settimanale si sono susseguiti richiami e controlli da parte degli agenti della polizia municipale , nel tentativo di riscontrare irregolarità nei banchi dei produttori e delle produttrici.

Chiediamo a tutte e tutti i sostenitori, cooproduttori, amiche ed amici del mercato, le associazioni e tutti cittadini di aiutarci a difendere questo spazio liberato per il quartiere e per la città.

Vi chiediamo di presidiare insieme a noi la piazza per i prossimi venerdì e di supportare la nostra lotta per il riconoscimento delle Comunità Contadine!

Dalle ore 16.00 aggiornamento e microfono aperto a sostegno del mercato.

Formazione riproduzione semi

Pensavano di averci seppellito. Ma non sapevano che noi eravamo semi.
(Proverbio messicano)
“Per fare un albero ci vuole un seme..” questa canzoncina risuona negli orecchi di molti, ma in quanti si soffermano a rifletterci? In quanti si rendono veramente conto dell’importanza che può avere un piccolo seme? Ma soprattutto che sapere e avere la possibilità di riprodurre i semi sta alla base dell’autonomia?
In un mondo dove tutto è denaro, dove tutto si compra e tutto si brevetta perdiamo sempre più la nostra indipendenza, pezzetto per pezzetto, senza nemmeno rendercene conto. E uno di questi pezzetti è quello centrale del nostro puzzle: l’autodeterminazione alimentare. Essere in grado di riprodurre e conservare correttamente i semi ci permette di provvedere al nostro nutrimento senza dover dipendere dalle grandi ditte sementiere.
Queste pratiche si sono tramandate di generazione (contadina) in generazione, ma purtroppo adesso nell’era del “tutto ciò di cui necessito lo posso comprare con un click” e de “il tempo è denaro” si stanno perdendo e anzi, vengono addirittura osteggiate. Crediamo che queste conoscenze vadano non solo preservate, ma anche diffuse; ovviamente dal basso e facendole restare “nel basso”, con scambi diretti da contadino a contadino. Il miglior modo infatti di custodire i semi è anche quello di donarli, in modo da avere più possibilità di non perderli; oltre che propagarli.
Ed è per questo che abbiamo organizzato delle giornate di auto-formazione: per darci, come comunità, gli strumenti per poter riprendere in mano questi saperi e riappropriarcene. Siamo ancora agli inizi, ma ben volenterosi di intraprendere questo percorso e consci del fatto che vada fatto e funzioni in gruppo.
Grazie Cesaretto!

Formazione riproduzione semi (clicca per scaricare il file)

MILENA

SIGNA

aloe & kombucha

31 GENNAIO 2021

Milena Prestia è la nostra SIRENA del mercato.

Siracusana di origini nata a Ortigia nel cuore pulsante di una delle più belle città di mare d’Italia. Il mare le scorre nelle vene.

Artista poliedrica ma anche sensibile alla cura del proprio corpo e della propria persona. Siamo andati a trovarla nella sua piccola casa in periferia a Signa.

Prensenti: 2 produttori affini, 5 coproduttori del mercato di piazza Tasso e 1 del gruppo GP.

Dalle 11 alle 16 il tempo è volato via.

Abbiamo parlato di Kombucha (un fermentato),  di Aloe e anche del perchè ha deciso di coltivarle e di produrre anche per altri la Kombucha.

Ma abbiamo parlato anche molto di movimenti e politica.

Quello che lega Milena alla nostra piccola ma potente comunità non è la parte agricola, ma soprattutto far parte di un percorso politico di autodeterminazione e autogestione della propria vita.

E’ il nostro anello di congiunzione con le lotte del territorio: dalle Mamme NO inceneritore al NO aeroporto .

NE’ CONTROLLORI NE’ CONTROLLATI

ANDREA & DANIELE la strana coppia

INCISA VALDARNO

miele & propoli

20 OTTOBRE 2020

Sabato mattina autunnale, l’ideale per andare a trovare i’ Della e Andre (ormai quando lo pronunciamo sembra un’unica parola idellaeandre), la strana coppia del mercato contadino di Piazza Tasso.

Ore 10.  Dopo un po’ di strada tortuosa arriviamo; ci viene incontro un’orda di bambini urlanti e con una spada in mano: ”NOI SIAMO GLI ELFI !!!” ci urlano con il sorriso e gli occhi persi in un mondo magico. Bellissimo!!!

Questa è una visita GP speciale perchè la facciamo congiunta  (quale parola migliore in questo periodo) ai produttori e consumatori del mercato di Pontassieve (Mercato in transizione). La GP è anche questo: condivisione e contaminazione.

Tra produttori, coproduttori e produttori affini siamo circa 20 partecipanti.

Andiamo a vedere uno dei tre apiari, quello vicino a casa. Attraversiamo il bosco di roverelle, corbezzoli, una quantità di rosa canina e tra le spine sbucano belle piante di erica fiorita. Arriviamo in una radura dove fanno bella mostra di sé 30 arnie tutte in fila e tutte colorate con segni e simboli dipinti non per mero divertimento ma come fari guida per il ritorno nella propria arnia delle api. NIENTE È A CASO.

Parliamo di api, di questo mondo sconosciuto e affascinante. Un’organizzazione sociale che lascia a bocca aperta: ogni individuo ha un ruolo importante per la comunità. UN APE SOLA NON HA SENSO. Come nel mondo contadino, come succede in una vita vissuta al ritmo e con il respiro della terra, ogni individuo è importante a seconda dell’età e delle possibilità che ha. A volte è anche crudele, quando un fuco non serve più viene ucciso, ha svolto il suo compito; ma questa è la natura: madre e matrigna.

Dopo l’apiario andiamo a vedere il laboratorio di smielatura. Piastrelle, zanzariere, acciaio inox; tutto al suo posto e ben organizzato.

Una bella scaffalatura con tutti i barattoli divisi per tipologia. Il laboratorio dove si costruiscono e riparano le arnie…   Tutto è al suo posto.

Dalle parole traspare la voglia e la forza per andare avanti con tutte le difficoltà ma anche assaporare la libertà che danno queste scelte di vita.

UN MODO DIVERSO DI CONCEPIRE TEMPO, LAVORO E RAPPORTI TRA LE PERSONE; FAMIGLIE ALLARGATE, SORRISI E CONDIVISIONI.

Una nota speciale ad Agnese che ci ha accolto con il suo bel sorriso e preparato delle cose deliziose per il pranzo. Come non poter fare un elogio all’oca sulla brace cotta lentamente sotto una pioggerella che ci fa stare tutti vicini vicini ed è così bello vedere tante mani prendere delicatamente quei bocconcini succulenti in una e vera condivisione di saperi e sapori.

NE’ CONTROLLORI NE’ CONTROLLATI !

ALMA CALENDE

SAN VINCENZO A TORRI

tinture madri, unguenti, tisane, liquori e molto altro…

01 AGOSTO 2020

Il primo giorno di agosto in un bello e variegato gruppo di persone siamo andati a visitare i campi di Niccolò e Stefania, per gli amici Stea.

Addentrandosi nelle campagne di San Vincenzo a Torri si arriva al loro terreno. Parcheggiate le macchine si apre un campo più o meno pianeggiante costeggiato dalla stradina che accompagna alla casetta in legno che proprio quest’anno sono riusciti a costruire.

Lungo la strada ci mostrano tutte le piante aromatiche e gli alberi da frutto che negli anni hanno piantato, ci raccontano della poca biodiversità di piante erbacee che trovarono al loro arrivo e del grande lavoro che stanno facendo per farla tornare attraverso semine di trifogli, di miscele di piante e anche cercando di lasciare gli alberi che nascono spontaneamente in modo che si ricrei un equilibrio di ombra, umidità, humus e tutto quello che serve per farlo tornare a essere un terreno fertile e vivo.

Ci mostrano il pezzo di campo che stanno preparando per seminare per la prima volta un po’ di grano, iniziando un nuovo progetto di collaborazione con Luca e Maddalena.

Proseguiamo la passeggiata addentrandoci nel bosco in un sentiero che porta a una bellissima radura dove ci hanno allestito, con amache e sedie, un cerchio protetto dal caldo di agosto e una buona merenda.

In questa radura c’è una seconda casetta in legno più piccola che funge da laboratorio erboristico, anche se, come ci racconta Stea, lei ha due mondi: uno qui e uno in Val Susa, infatti alcune raccolte, preparati e trasformazioni li fa su in Piemonte e altre invece qui a Alma.

Ci mostrano il torrente che scorre in fondo al terreno, la yurta che si erano costruiti e che meriterebbe un mutuo aiuto per essere risistemata e infine torniamo alla nostra radura dove iniziano a raccontaci il percorso che li ha portati a fare determinate scelte e determinati studi.

Stefania ci spiega la basi della filosofia che ha scelto di seguire dopo gli studi di naturopatia: la Spagyria. Ci fa perdere per più di un’ora in un modo per tanti di noi sconosciuto, ma bellissimo; facendoci venire una gran curiosità di approfondirlo meglio con lei in futuro, magari in momenti dedicati.

Niccolò ci mostra i parallelismi e le similitudini integrando con le sue conoscenze astrologiche.

Così ci spiegano i principi che stanno alla base dei loro preparati, delle consulenze di Stefania e soprattutto della vita.

È calato il sole e a questo punto abbiamo cenato tutti insieme alla luce della luna, con venere.

     NE’ CONTROLLORI NE’ CONTROLLATI

MONDEGGI Fattoria Senza Padroni

Antella

11 GIUGNO 2020

I racconti sono di solito cosa breve ma per Mondeggi non è facile essere sintetici.

Presenti alla visita della GP produttori affini, co-produttori, molti membri della nostra comunità…insomma partecipazione e gioia-rivoluzione.

Ma cosa è Mondeggi????

E’ una comunità diffusa di cittadine e cittadini che si oppone alla svendita della tenuta di Mondeggi, un bene pubblico situato nel comune di Bagno a Ripoli. Si riconosce nel concetto di “terra bene comune“, per l’autodeterminazione alimentare attraverso l’agroecologia e la libera condivisione dei saperi. Lavora per la diffusione di un’agricoltura contadina, locale, naturale e di sussistenza attraverso una gestione sostenibile dei terreni e dei beni agricoli di proprietà pubblica. Si adopea per creare una comunità che possa trovare una linea comune con cui affrontare le varie tematiche legate alla terra ed ad un uso responsabile di questa.

Mondeggi è molto di più di quello che può apparire dalla partecipazione al mercato. Si produce di tutto: pane, birra, zafferano, vino, prodotti erboristici, miele, grano ed altro ancora…

Soprattutto la competenza e la conoscenza di chi coltiva e realizza le produzioni ci hanno colpito. Dalla terra ai vari laboratori di trasformazione tutto organizzato, pensato, studiato ma con un valore aggiunto: la riappropriazione di spazi e terre lasciate in abbandono.

La visita è stata lunga:

abbiamo visitato i terreni destinati all’orto per l’autoconsumo o per i vari laboratori, interessante è la sperimentazione sulla carciofaia dove viene interrato il mater-bi che viene usato durante le varie iniziative organizzate ed ospitate.

 

Il frutteto; la vigna e le ulivete (di cui una parte viene data in gestione a chiunque abbia voglia di partecipare attivamente alla custodia del territorio); la cantina dove viene fatto il vino.

 

Ben organizzate le stanze dell’olio, con temperature controllate per la conservazione e la stanza delle erboriste.

 

Il birrificio, le arnie per il miele, gli animali allevati per l’autoconsumo.

Interessante il “progetto Pane” che, visto l’incremento delle vendite  grazie ai mercati della nostra comunità, ha nuovi sviluppi: la ristrutturazione di un nuovo spazio adibito a forno e la costruzione di un nuovo forno a legna.

È una realtà in continua evoluzione e anche in continua trasformazione.

Un’esperienza di vita e di lotta.

Non dimentichiamoci che comunque è una fattoria occupata: oltre al duro e tanto lavoro agricolo c’è anche quella politica di difesa ma soprattutto di progettualità e sperimentazione di nuovi modelli di vita e lavoro.

L’agricoltura contadina viene intesa come una rivisitazione in senso agroecologico del modello agricolo tradizionale delle nostre campagne, nel rispetto dei cicli naturali e della dignità degli animali e delle persone.

Un’agricoltura che si avvale di una meccanizzazione ridotta al minimo, che massimizza la multifunzionalità e l’importanza della biodiversità negli agroecosistemi.

DIFENDIAMO E SOSTENIAMO MONDEGGI BENE COMUNE

NE’ CONTROLLORI NE’ CONTROLLATI !