ALBERTO & ANNA, az. agricola Fonte dei Serri

POPPI

immersi nel mondo delle mucche

6 FEBBRAIO 2022

Una garanzia più che partecipata quella che si è svolta dai nostri amici Anna e Alberto, che si sono uniti da poco alla nostra comunità ma hanno già conquistato i nostri cuori e soprattutto le nostre gole.

Ritrovo a Poppi paese con Alberto che come prima cosa ci fa visitare alcuni terreni, dove coltivano i vari nutrimenti per le mucche. Ci racconta le scelte di coltivazione, le rotazioni delle colture e le storie di questi terreni; alcuni in affitto, altri di proprietà, atri ancora in comodato d’uso.

Proseguiamo andando a vedere i terreni vicini a casa, facendo una bellissima passeggiata in pieno campo con in lontananza un bellissimo paesaggio montano.

Arrivati a casa troviamo anche i due figli che collaborano attivamente alla vita dell’azienda: uno seguendo più le mucche ed affiancando il padre nella gestione dei terreni, l’altra nel caseificio con la madre.

Finalmente ci portano a conoscere le mucche, il centro del loro lavoro! Ci mostrano le diverse stalle in cui alloggiano divise per età, bisogni e funzioni. Ci spiegano il funzionamento della mungitrice che adoperano ed i criteri con cui le mandano al pascolo. Ci mostrano gli attrezzi con cui lavorano i campi, raccolgono il fieno e tante altre cose.

Riescono ad essere autosufficienti per quanto riguarda l’alimentazione delle mucche (fieno, erba medica e cereali), ma anche per sé (formaggi, farina, pasta, uova, vino, birra, carne ed altro ancora).

Infatti, oltre alle mucche, ci mostrano i maiali che stanno allevando, le galline con le diverse postazioni, l’orto da dove provengono gli ortaggi per il fabbisogno familiare e la piccola vigna.

Insomma Fonte dei Serri sopravvive grazie al lavoro di questa efficiente famiglia che si autoproduce tutto ciò che serve per sfamare le mucche, loro e gli ospiti che passano di li!

Arriva velocemente l’ora di pranzo e, come promesso da Alberto, “ci mettono tutti a tavola”. Un pranzo divino con tutti i loro prodotti (dal vino alla farina, dalla carne agli ortaggi e soprattutto gli squisiti formaggi). Una splendida tavolatona nell’aia grazie al sole ed alle temperature miti che ci accompagnano.

 

Sazi e soddisfatti della meravigliosa accoglienza andiamo in visita al caseificio dove Anna e Carmela fanno i buonissimi formaggi, yogurt e burro che vendono al mercato. Il laboratorio è piccino ma molto accogliente e funzionale. Ci raccontano le varie fasi ed i vari attrezzi che usano per fare il formaggio. Pulitissime e precisissime.

Compiliamo insieme le nostre schede. Insomma non si può veramente dire proprio nulla se non fare i complimenti a questa famiglia che si rimbocca le maniche tutti i giorni. Perché con gli animali si sa, non c’è mai una pausa!

NE’ CONTROLLORI NE’ CONTROLLATI !

Sabato 18 Settembre Firenze si mobilita!

Dalla dichiarazione per la vita del movimento zapatista :

” – Facciamo nostri i dolori della terra: la violenza contro le donne; la persecuzione e il disprezzo verso i diversi nelle identità affettive, emozionali, sessuali; l’annichilimento dell’infanzia; il genocidio contro gli indigeni; il razzismo; lo sfruttamento; l’espropriazione; la distruzione della natura.

– Siamo consapevoli che è un sistema il responsabile di questi dolori. Il boia è un sistema sfruttatore, patriarcale, gerarchico, razzista, ladro e criminale: il capitalismo.

– Siamo consapevoli che non è possibile riformare questo sistema, educarlo, attenuarlo, limarlo, addomesticarlo, umanizzarlo.

– Ci impegnamo a lottare, in ogni luogo e in ogni tempo, ognuno nel suo territorio, contro questo sistema al fine di distruggerlo, la sopravvivenza dell’umanità dipende dalla distruzione del capitalismo. Noi non obbediamo, non siamo in vendita, non ci arrendiamo.”

Sabato 18 settembre la città di Firenze si mobilita e richiama alla partecipazione tutte e tutti dall’intero territorio nazionale

Importanti inziative si svolgeranno in città in questa giornata:

Le operaie e gli operai della GKN in lotta dopo un brutale licenziamento di massa ad opera di una finanziaria multinazionale che per aumentare i propri profitti sul mercato non esita a delocalizzare la produzione mettendo sul lastrico centinaia di famiglie e distruggendo il tessuto sociale e produttivo di un intero territorio. “E noi vi continuiamo a chiamare a insorgere. Ognuno con le proprie istanze, le proprie rivendicazioni, consapevoli che per vincere qua bisogna cambiare i rapporti di forza nel paese. E se i rapporti di forza cambiano, cambiano per tutti.”

Facciamo rumore – Queer pride un anno di magniFica:

“Rivendichiamo che i nostri corpi siano liberi di essere, godere, invadere, unirsi e dividersi, che le nostre voci siano ascoltate nel loro urlare di rabbia e nel loro gemere di piacere, lacerando e distruggendo giorno dopo giorno, lotta dopo lotta, l’idra le cui teste annoverano, assieme all’eteropatriarcato, il capitalismo, lo stato, il suprematismo bianco, lo specismo, la medicalizzazione abilista e neuronormativa, la tecnocrazia, ed il cui corpo reca le parole «Società occidentale». “

Le contadine e i contadini del movimento Genuino Clandestino sostengono la “resistenza contadina” praticando agricoltura agroecologica rivolta al soddisfacimento dei bisogni alimentari delle comunità locali. Sappiamo bene cosa significa “delocalizzare “in agricoltura perchè lo abbiamo vissuto anche noi sulla nostra pelle. Significa non poter più essere contadini ma forzatamente diventare imprenditori che non producono più cibo per le comunità locali ma solo commodities per i mercati finanziari, specializzarsi, indebitarsi e diventare l’anello debole di una catena criminale che sfrutta, devasta, inquina e produce cibo spazzatura spostando le produzioni dove più gli conviene. Ci mobilitiamo per denunciare la retorica mistificatoria del G20 Agricoltura che si tiene a Firenze proprio nei giorni del 17 e 18 settembre, abbandonando simbolicamente la città con una marcia fino alle terre senza padroni di Mondeggi.

Siamo unitǝ nella stessa lotta ad un sistema che sta distruggendo le nostre esistenze, il nostro ambiente, la vita stessa di tutto il pianeta.

Corteo GKN concentramento ore 15 alla Fortezza da Basso e partenza alle ore 16

Pride un anno di MagniFica ore 17 piazza NonUnaDiMeno (SS. Annunziata)

Marcia per la terra concentramento ore 13 in piazza Poggi e partenza alle ore 14

LA SEMINA

La città di Firenze ospiterà il G 20 AGRICOLTURA il 17-18 Settembre

Nello stesso periodo, prendendo stimolo dalla futura visita in Europa di una numerosa delegazione Zapatista dal Messico che al momento non ha riferimenti nel calendario prossimo essendo incagliata nelle burocrazie internazionali rese ancora più complicate dalla pandemia e dall’uso che i governi ne fanno, lanciamo la chiamata per la “SEMINA”.

La SEMINA si svolgerà in due giornate: sabato 18 e domenica 19 settembre.

Sabato 18 settembre ci sarà una grande MARCIA PER LA TERRA

Percorreremo a piedi i circa 12 Km che da Firenze ci porteranno fino alle terre della fattoria senza padroni di Mondeggi Bene Comune.

Sarà una marcia pacifica ma fortemente simbolica che ci vedrà abbandonare la città dove i potenti della terra parleranno della “loro” agricoltura, per recarci in un territorio liberato dall’agrobusiness dove si sta costruendo un’autonomia alimentare e territoriale che si basa sull’agroecologia, sul mutualismo, sulla solidarietà e sulla rinascita dei beni comuni.

Sarà una Marcia per una vita intesa come riappropriazione e cura tanto dei nostri corpi quanto dell’ambiente in cui viviamo, intesa come libertà di scegliere sia il modo in cui vivere sia la salute che vogliamo/meritiamo. Una Salute che sia in primis data da cibo ed ambienti sani e genuini, fatta di quel tempo di cura verso noi stessi e le nostre relazioni che da troppo tempo c’è stato negato. Fatta dunque di quegli intrecci fondamentali che costituiscono la nostra forza e il nostro motore per vivere degnamente. Una Salute basata su di una profonda consapevolezza di cosa sia la nocività e quali siano invece le pratiche che generino un reale e concreto benessere. Pratiche a noi molto chiare, che vengono quotidianamente portate avanti all’interno delle nostre comunità.

Sarà una Marcia per dire NO,  non siamo d’accordo con la narrazione dei grandi della terra che si trovano per ratificare soluzioni digitali e biotecnologiche anche nei confronti di un’agricoltura trattata al pari di una vera e propria industria ormai da troppi anni. Diciamo NO agli stessi grandi che ci verranno poi a raccontare che risolveranno i problemi dell’umanità legati al cibo attraverso l’agricoltura 4.0. Diciamo NO all’attacco digitale e biotecnologico inflitto al nostro cibo, alla natura e alla VITA. Poiché tutto questo non potrà che generare un maggiore controllo, un’ulteriore alienazione di quei beni essenziali, il cui apice vede una ristrutturazione del capitale insieme all’indebitamento ulteriore di tutti e tutte facendolo passare addirittura come “transizione ecologica”.

La MARCIA PER LA TERRA vorremmo dunque che fosse intesa non solo come questione contadina ma di lotta sistemica, di tutte coloro che si oppongono e resistono alle grandi opere devastanti, alle monocolture tossiche, alle nocività industriali di ogni sorta. Di tutti quelli che animano le innumerevoli vertenze territoriali sottaciute e sminuite: lavoro precario e ambienti urbani presi d’assedio da cibo tossico, aria irrespirabile, montagne di rifiuti e individualismo.

Marceremo per la terra con la t minuscola e la T maiuscola tutte e tutti insieme per un futuro contadino ed ecologista, contro il capitale, le sue narrazioni, le sue regole, le sue imposizioni ed i sui summit difesi militarmente con la prepotenza delle armi.

Venti anni fa a Genova avevamo ragione, il presente ne è testimone. Il capitale globalizzato si è consolidato ed è progredito nei suoi profitti, nelle sue devastazioni e nelle sue prepotenze, ma anche noi abbiamo consolidato le nostre pratiche antisistemiche partendo dalla terra e dalla ricostruzione delle nostre comunità e della nostra autonomia.

Domenica 19 settembre a Mondeggi incontri confronti e contaminazioni di idee e pratiche

Nelle terre di Mondeggi dalle 10 di mattina, ci conosceremo, troveremo punti di convergenza e ci confronteremo su pratiche e mobilitazioni a sostegno dell’agricoltura contadina agroecologica.

Verranno organizzate assemblee tematiche, che vorrebbero coinvolgere movimenti, organizzazioni, singoli e singole in resistenza al sistema dominante capitalista, estrattivista e prepotente, contadini in resistenza al modello dell’agrobusiness e della grande distribuzione organizzata.

E’ prevista una plenaria esplorativa la mattina dove, partendo dalla “Dichiarazione por la vida” zapatista, ci interrogheremo e ci confronteremo sul significato della creazione di autonomia nel nostro contesto economico e sociale.

Nel pomeriggio sono previste due assemblee tematiche:

  • AGROECOLOGIA E PANDEMIA

L’intento dell’assemblea vuole essere un sereno confronto, privo di preconcetti, su quanto ad oggi possiamo sapere e conoscere sull’incrocio dei pensieri che queste due parole ci offrono.

La nostra salute dipende anche e soprattutto dal cibo e della salubrità del nostro ambiente. Vogliamo quindi porre l’attenzione anche sugli effetti e i risultati ottenuti dalle misure prese dai nostri governi. Senza la pretesa di proporre verità assolute, crediamo sia importante conoscere, capire e condividere per poter giudicare ed agire.

  • “RESISTENZE CONTADINE”

Lo scopo di questa assemblea è quello di aggiornarci sui vari percorsi di resistenza al sistema dominante esistente.

Confrontarci sulle le proposte in corso intese sia come pratiche di lotta, sensibilizzazione e mobilitazione sia come percorsi di ristrutturazione legislativa sul riconoscimento della figura del contadino slegata dalla via unica possibile, ad oggi, dell’essere imprenditore agricolo in un contesto capitalista. La proposta è di provare a costituire una piattaforma comune per il reciproco sostegno che possa coinvolgere gli ambienti ecologisti e urbani sensibili alle tematiche del cibo e della ricostruzione di comunità.

Nella plenaria della mattina sarà possibile anche proporre ulteriori argomenti da sviluppare nelle monotematiche del pomeriggio.

 

Coordinamento delle comunità contadine toscane

Genuino Clandestino Firenze (Comunità di resistenza contadina Jerome Laronze)

Mondeggi Bene Comune fattoria senza padroni

Chiediamo a movimenti, comitati, associazioni o singoli che vogliono sottoscrivere il comunicato di inviare una mail all’indirizzo crclaronze@autistici.org

Potete scrivere allo stesso indirizzo per avere informazioni riguardo alla logistica e al pernottamento

 

Prima marcia della terra in Aspromonte

Siamo persone che lavorano la terra e la amano. Raccogliamo i suoi prodotti, li distribuiamo, senza sfruttare i corpi di chi la lavora. Siamo calabresi, donne e uomini abituati a camminare tra i boschi per ascoltare la voce degli alberi, il crepitio delle pietre, il mormorio dell’acqua. Siamo contadini e contadine, escursionisti, ambientalisti, abitanti di questi antichi paesaggi. Nelle ultime settimane, abbiamo visto piangere l’Aspromonte, dilaniato dalle fiamme appiccate da esseri umani che definiremmo “bestie” se ciò non risultasse offensivo verso le altre creature del regno animale. Soprattutto, ci siamo commossi vedendo gli anziani piangere dinanzi a questo disastro. Lo sgomento s’è tramutato in rabbia ed indignazione, dinanzi alle bare delle cinque vittime di un incendio talmente esteso da lambire anche le nostre case.

L’Aspromonte oggi piange, e tutti noi con lui, ma quanti sono davvero in grado di raccogliere le sue lacrime? Di certo non la classe politica, responsabile sia di questo che di altri scempi. Non ci interessa il rimpallo delle accuse. In fondo, i soggetti istituzionali di oggi sono gli stessi che da un secolo e mezzo trattano l’Aspromonte come un luogo oscuro e infestato da banditi. Cosa potremmo aspettarci dai discendenti politici del ceto dominante che dai Borbone ai recenti governi neoliberisti, passando per i Sabaudi, il fascismo e la Democrazia Cristiana, ha negato il riconoscimento delle storiche rivendicazioni che da sempre i movimenti meridionali avanzano? Manganelli, manette e pallottole sono serviti a fermare la redistribuzione delle terre, il taglio delle tasse sui beni di prima necessità, il ritorno agli usi civici. Al contrario degli antichi e moderni baroni, per noialtri l’Aspromonte è anzitutto un luogo di riproduzione sociale, libertà, bellezza, armonia con la natura. Grazie anche alle guide che in questi anni lo hanno fatto riscoprire, da anni ci accompagniamo i nostri amici e compagni per gustarne i tratti sublimi e lasciare che esso si racconti da solo. Siamo convinti che lo sfruttamento intensivo dell’agroindustria, l’abbandono delle nostre montagne, la chiusura di scuole, uffici postali e ospedali, la svendita di risorse e di interi territori alle multinazionali, non siano eventi casuali, bensì frutto di una precisa volontà politica. Lo spopolamento di tanti piccoli centri è al tempo stesso conseguenza di questa volontà depauperante e causa dello stato di abbandono che provoca disastri come l’incendio dello scorso agosto. Le fiamme hanno distrutto 7mila ettari di boschi, devastato una biodiversità ormai irrecuperabile, incenerito alberi millenari o plurisecolari. Inutile invocare l’intervento dei Vigili del fuoco, ai quali comunque va tutta la gratitudine delle popolazioni locali. Il compito principale dei pompieri è il salvataggio delle vite umane. Spetterebbe invece al Corpo forestale dello Stato la responsabilità di prevenire e spegnere gli incendi. Peccato che con l’accorpamento ai carabinieri le caserme della Forestale siano state chiuse e, per effetto dei tagli e delle cosiddette “riforme” degli ultimi anni, nessuno risponda più alle numerose segnalazioni d’allarme sul rischio di incendi.

L’incuria, il dissesto, la mancata messa in sicurezza del territorio, le politiche neoliberiste, sono le vere cause di tanta distruzione, non dissimili dagli interessi politico-criminali che hanno trasformato intere aree della Calabria in zone depresse, inquinate, imbottite di veleni industriali spesso provenienti da altre zone del Paese.

Ecco perché oggi ci poniamo delle domande. Anzitutto, il rimboschimento servirà a qualcosa o solo ad alimentare gli interessi dei soliti gruppi privati e delle loro clientele politiche? Le istituzioni la smetteranno di sperperare risorse pubbliche con la scusa di riportare il verde? Dato che gran parte degli alberi che avevano 700, 800 anni, germogliarono e crebbero in un clima diverso, avrebbe ancora senso ripiantare oggi quelle specie vegetali? Quali speranze avranno di attecchire, all’esito di un cambiamento climatico che precede di pochi anni la prevista desertificazione delle nostre latitudini?

Chiediamo dunque che non si segua la logica del profitto, come purtroppo è già accaduto in altre aree della Calabria. Ci opponiamo al meccanismo del business che da sempre alimenta e dirotta gli stanziamenti di risorse pubbliche.

Per tutte queste ragioni, il 18 settembre, nella giornata in cui si svolgerà la marcia per la Terra da Firenze a Mondeggi, mentre i ministri sciacalli del G20 si riuniranno nei loro palazzoni per tornare ad imporre il loro modello capitalista di agricoltura, anche noi, in Calabria, sull’Aspromonte, daremo vita ad una marcia di lotta per l’autodeterminazione alimentare.

Invitiamo donne e uomini, collettivi, comitati e associazioni di altri territori ad unirsi a noi. In grecanico, “aspro” significa bianco. Al candido colore di una montagna che ci ha sempre accolto, uniremo il rosso della nostra indignazione!

FILIPPO

GREVE IN CHIANTI

Vigne, vino  e tanti altri progetti…

AGOSTO 2021

Ritrovo al centro sportivo di Greve in Chianti, ed in un attimo siamo nei terreni dove Filippo ha le vigne e la cantina.

Ci mostra subito la sua piccola ma funzionale cantina: i diversi tini e botti in cui riposa il vino, l’imbottigliatrice e tutto il necessario per produrre un ottimo vino naturale.

Ci presenta inoltre i diversi tipi di vino che produce: bianco, rosso giovane, rosso invecchiato. Tutto molto curato se pur in uno spazio piccolissimo. Insieme a Felix e Agnese, produttori affini, si confronta sulle pratiche della vinificazione e ce le illustra. Produce quel che di vino gli basta nei vigneti che erano di suo padre. Lui da solo, un piccolo produttore.

Adiacente alla cantina c’è la vigna che visitiamo passeggiando fra i filari con Filippo che ci racconta pregi e difficoltà dei suoi terreni ed un po’ della sua storia. Ci racconta della vigna, della vendemmia che sarà a breve, delle tecniche di potatura e di come se ne cura.

Ci porta poi nella collina di fronte a vedere un nuovo terreno che ha acquistato e condivide con noi il suo progetto: un campo da coltivare ad ortaggi e frutta e chissà che altro; tutto in divenire, per diversificare la sua produzione. Non solo vigna.

Con un forte vento che ci accompagna e con uno splendido tramonto di fronte ci fermiamo in questo nascente angolo contadino per un aperitivo tutti insieme accompagnato dal suo ottimo vino!

NE’ CONTROLLORI NE’ CONTROLLATI !

MARCIA PER LA TERRA 18 SETTEMBRE 2021

Ai popoli della terra,
Alle organizzazioni contadine nazionali ed internazionali,
A tutte le persone che lottano sul posto di lavoro,
nelle città , nelle province, al mare o in montagna.
Ai movimenti ecologisti ed a tutti i comitati di lotta contro le devastazioni ambientali;
per l’acqua, i boschi, i campi e le montagne, per il fuoco dei loro cuori.
A coloro che non voltano lo sguardo di fronte alle ingiustizie.
All’ EZLN e la “carovana por la vida”,
A tutt* coloro che sognano altri mondi possibili.

Siamo le contadine ed i contadini del movimento Genuino Clandestino, sono molti anni che lottiamo nei territori di questo paese per l’autodeterminazione alimentare, la costruzione di comunità contadine resistenti e autogestite e per l’abbattimento definitivo di un modello di sviluppo mortifero ed oppressore conosciuto con il nome di capitalismo.

Come contadine e contadini sentiamo il grido di dolore che dai nostri campi, dai mari, dai fiumi, dalle montagne e dai suoi animali si alza fragoroso in cerca di giustizia e libertà.

Tocchiamo con le nostre mani ogni giorno gli effetti della catastrofe ecologica, guardiamo distruggere dalla follia capitalista territori vicini e lontani in nome del profitto. Osserviamo l’allontanamento e la disgregazione di intere comunità, la sottrazione sistematica di luoghi di condivisione, formazione, supporto e cura.

Oggi la nostra rabbia è tanta e profonda, è una rabbia che vuole restituire dignità a coloro a cui è stata strappata, è una Rabbia ed una lotta per l’umanità, poichè sappiamo bene che questo sistema non può essere educato, addomesticato o riformato.

Nutriamo un profondo desiderio, collettivo e individuale, di abbattere ogni mattoncino di questo maledetto sistema, di estirpare come gramigna le disuguaglianze del nostro mondo; per seminare salvaguardia e solidarietà al posto di distruzione e competizione.

Non possiamo realizzare questo nostro sogno senza i corpi, le energie, i volti, la dignità e la determinazione di tutt* voi.

La città di Firenze nei giorni del 17 e 18 settembre ospiterà il summit globale dell’agricoltura (G-20) l’ennesima farsa internazionale che attraverso la retorica della green-economy disporrà del futuro dell’agricoltura industriale, chimica, nociva e distruttrice in Europa e in tutto il Mondo.

Questa istituzione è la solita che ha firmato e poi tradito il trattato di Parigi inducendo al consumo di combustibili fossili e promuovendo un modello agricolo che riduce in schiavitù le/i lavoratrici/tori e rende sterili ed inquinati i campi, così come il cibo che attraverso esso viene prodotto.

Grazie allo stimolo della carovana Zapatista e la “declaracion por la vida” siamo intenzionati a non chiudere gli occhi, a rispondere colpo su colpo, organizzandoci collettivamente.

Sabato 18 settembre vi invitiamo a marciare insieme a noi,

a crederci, a lottare insieme, a costruire ponti e alleanze per abbattere questo mondo e costruirne altri più veri e giusti.

Voltiamo le spalle alla città e a ciò che rappresenta, partendo da Firenze e dirigendoci verso Mondeggi. Camminiamo insieme nella Marcia per la T(t)erra e per la vita, continuiamo a sognare, organizziamoci e balliamo .

Que retiemble en sus centros la tierra”

ANDREA & CHIARA

ALTA VALLE DEL BISENZIO

tortelli di farina di castagne e tanto di più!

22 MAGGIO 2021

Dopo svariati tentativi saltati a causa del maltempo, in un fortunato giorno di sole di questa piovosa primavera siamo stati a vedere i luoghi dove vivono, coltivano, allevano e trasformano i nostri produttori della comunità di resistenza contadina  Andrea e Chiara.

Si avventurano nella visita due componenti del gruppo garanzia partecipata, tre produttori affini e quattro coproduttori.

Partenza dalla casa immersa in un bosco di castagni intorno alla quale i nostri amici tengono tutti i loro animali: i polli e le galline, le capre e anche due asini e un cavallo che li aiutano nei trasporti e nei lavori nei campi.

Da qui passeggiando e chiacchierando siamo andati a visitare i campi dove coltivano ortaggi, legumi, piante aromatiche e officinali che utilizzano anche per la cura fitoterapica degli animali.

 

Infine siamo arrivati al bellissimo campo di grano, soffermandoci a vedere le enormi impronte di cervo sul perimetro del campo.

Abbiamo poi incontrato le arnie di Chiara e abbiamo ascoltato i consigli che si sono scambiati con Andrea, anche lui apicoltore.

Infine, tornati alle macchine, siamo scesi fino ad un paesino a valle, dove Andrea e Chiara hanno un laboratorio di trasformazione. Laboratorio funzionale e pratico dove ci hanno mostrato tutta la procedura di produzione dei loro buonissimi tortelli fatti a mano utilizzando materie prime coltivate da loro.

La giornata è continuata con confronti, scambi e consigli; il tutto allietato da delle buonissime lasagne preparate e cucinate da loro.

NE’ CONTROLLORI NE’ CONTROLLATI !

DIFENDIAMO I MERCATI CONTADINI, LOTTIAMO PER IL NOSTRO TERRITORIO

Siamo le contadine ed i contadini della Comunità di resistenza contadina J.L . Da ormai tre anni abbiamo costruito , insieme al quartiere di San Frediano un bellissimo mercato contadino ogni venerdì in Piazza Tasso .

Da ormai tre anni un gruppo sempre più numeroso di agricoltori e cittadini ha deciso di battersi per sostenere un modello di agricoltura e di vita in netto contrasto con le logiche predatorie dell’economia e della politica. Senza l’aiuto dei sindacati di categoria ne delle istituzioni abbiamo autorganizzato l’accesso al cibo contadino per la città e garantito alla popolazione locale un sistema di completa trasparenza della filiera agricola. Questo mercato inoltre è diventato molto di più di un semplice momento di scambio “merce/denaro” , ma punto di riferimento in un panorama sociale schiacciato dalla pandemia.

OGGI IL MERCATO E’ IN PERICOLO

Non abbiamo mai nascosto durante il nostro percorso collettivo che la strada verso la transizione ecologica passa anche dalla liberazione del ruolo di imprenditore agricolo e dal riconoscimento delle piccole realtà contadine che non possono essere in ogni modo assimilate alle imprese dell’agricoltura chimica, industriale.

A questo proposito nelle ultime edizioni del nostro mercato settimanale si sono susseguiti richiami e controlli da parte degli agenti della polizia municipale , nel tentativo di riscontrare irregolarità nei banchi dei produttori e delle produttrici.

Chiediamo a tutte e tutti i sostenitori, cooproduttori, amiche ed amici del mercato, le associazioni e tutti cittadini di aiutarci a difendere questo spazio liberato per il quartiere e per la città.

Vi chiediamo di presidiare insieme a noi la piazza per i prossimi venerdì e di supportare la nostra lotta per il riconoscimento delle Comunità Contadine!

Dalle ore 16.00 aggiornamento e microfono aperto a sostegno del mercato.

Formazione riproduzione semi

Pensavano di averci seppellito. Ma non sapevano che noi eravamo semi.
(Proverbio messicano)
“Per fare un albero ci vuole un seme..” questa canzoncina risuona negli orecchi di molti, ma in quanti si soffermano a rifletterci? In quanti si rendono veramente conto dell’importanza che può avere un piccolo seme? Ma soprattutto che sapere e avere la possibilità di riprodurre i semi sta alla base dell’autonomia?
In un mondo dove tutto è denaro, dove tutto si compra e tutto si brevetta perdiamo sempre più la nostra indipendenza, pezzetto per pezzetto, senza nemmeno rendercene conto. E uno di questi pezzetti è quello centrale del nostro puzzle: l’autodeterminazione alimentare. Essere in grado di riprodurre e conservare correttamente i semi ci permette di provvedere al nostro nutrimento senza dover dipendere dalle grandi ditte sementiere.
Queste pratiche si sono tramandate di generazione (contadina) in generazione, ma purtroppo adesso nell’era del “tutto ciò di cui necessito lo posso comprare con un click” e de “il tempo è denaro” si stanno perdendo e anzi, vengono addirittura osteggiate. Crediamo che queste conoscenze vadano non solo preservate, ma anche diffuse; ovviamente dal basso e facendole restare “nel basso”, con scambi diretti da contadino a contadino. Il miglior modo infatti di custodire i semi è anche quello di donarli, in modo da avere più possibilità di non perderli; oltre che propagarli.
Ed è per questo che abbiamo organizzato delle giornate di auto-formazione: per darci, come comunità, gli strumenti per poter riprendere in mano questi saperi e riappropriarcene. Siamo ancora agli inizi, ma ben volenterosi di intraprendere questo percorso e consci del fatto che vada fatto e funzioni in gruppo.
Grazie Cesaretto!

Formazione riproduzione semi (clicca per scaricare il file)